Canto dell’eterno ritorno

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Oceano o cielo? Orgasmo o spasmo? Correnti del cuore, curve dell’anima nei tubi del tempo, Circonferenze dell’essere nelle mani del destino, premute, strette, schiacciate…
Circuito ovale, le ossa alla terra, rossa e serena, e la pena, vale? D’atleti poco abili su piste ovali di fango pesante.
Le gambe stanche.
La presa non é stabile.
E i raggi di sole maculati di terra, sono zampate feline sulle costole spoglie, e sangue infetto su fango e foglie.
Poi Tonfo o Trionfo, in un secondo.
E sorgere di nuovo, essere ancora.
E correre, sporcarsi i piedi e dissanguarsi.
E vincere o cadere, in un secondo.
E ritornare carne, gonfiata dal dubbio ed ingrassata dal mistero.
E forse la saggezza, un giorno, d’avere Dio nel nulla e verità nell’ignoranza.
Oceano o cielo? Orgasmo ed entusiasmo.
Chiasmo di plasma ed endorfine, spasmo, fine.

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