Il grillo e la farfalla… ovvero sulla corolla di un fiore

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Ali nuove, lustre, tanto da brillare alla luce di un pallido sole d’Aprile che a stento scalda il prato desideroso di luce.
Volava libera con la curiosità di vedere che effetto avrebbero fatto le sue ali nuove in tutti quelli che fino a poco tempo prima la giudicavano poco più di uno scarafaggio stercoraro.
Stanca di volare senza meta si posò sulla corolla di un fiore, una margherita o forse una violetta… era troppo presa dal pavoneggiarsi per rendersi conto della natura rigogliosa che la avvolgeva e la chiamava a sé.
Nel sedersi sui pistilli, dove avrebbe trovato sicuro appoggio, sentì uno strano stridio, come uno sfregamento.
Incuriosita esordì: -Chi emette questo buffo rumore, come se stesse cercando di accendere un fuocherello con due minuscoli legnetti?- -Sono io- Si udì una vocina flebile arrivare dallo stelo del fiore .
– Io chi? Non nasconderti, vieni allo scoperto! -Non sempre chi resta all’ombra si sta nascondendo… Chi sei tu piuttosto? Non mi sembra di aver chiesto la tua compagnia! -Sono una farfallina.
Ho volato tutta la mattina in cerca di qualcuno che si accorgesse di me e delle mie ali nuove, ma non sono riuscita a trovare nessuno.
-Ti sei chiesta se hai cercato nel posto giusto.
Ti sei chiesta se fosse veramente importante che qualcuno vedesse cosa sei diventata!! -Non mi sono fatta nessuna domanda, perché dovrei? E’ ovvio che vorrei che tutti quelli che fino a poco tempo fa mi hanno visto come bruco, oggi mi vedano in questa veste nuova e bellissima! Voglio sentire le voci di chi si ricrede! -Bene! Ottimo motivo per vagabondare senza meta tutto il giorno per poi andare a disturbare l’unico grillo che non crede nei cambiamenti! -Come, non credi che io sia cambiata? Dici questo perché non mi conoscevi prima! -Dico questo, perché non ti conosco ancor’ora.
So solo che, dalle poche cose che mi dici di te, sei una povera farfalla che non sa ancora come dimostrare quello che è diventata.
-Sei molto risoluto nel giudicarmi.
Non è così semplice .
Ho vissuto una vita nascondendomi, sentendo dietro di me le risa di chi non accettava la mia grottesca parvenza di bruco… che non sapeva che in me già da allora si celava l’indole di farfalla.
La mia mamma prima di scomparire mi disse che prima o poi sarebbe avvenuto un cambiamento radicale, che avrei conosciuto la gioia di librarmi in volo, di vederemi riflessa negli occhi di chi avesse incrociato il mio cammino… ma fino ad allora il mio sguardo non aveva incrociato quello di nessuno se non il suo.
-E lei come ti guardava?- Domandò il grillo.
-Con la luce negli occhi! -Quella è la tua luce che si riflette, proprio come ti disse la tua mamma.
Non sono le ali nuove a renderti bellissima; è questa luce che ti accompagna da quando i tuoi occhi si sono dischiusi che ti distingue.
Non so chi tu abbia incontrato fino a questo momento, quello che so è che anche l’essere più ignobile alla vista in sé cela le tua ali di farfalla.
Non hai molto tempo, tra poco il sole tramonterà e tu non avrai fatto altro che cercare qualcuno che si accorga di te.
Non sarebbe meglio sfruttare questo giorno magico per vivere pienamente la tua metamorfosi dimostrando a tutti che il seme di quello che si custodisce nel cuore prescinde da quello che gli altri vedono? -Grazie, amico mio.
Fino ad ora non mi sentivo farfalla, ora sono pronta a librarmi libera nel cielo.
Non m’importa che gli altri mi vedano.
Sono solo io che devo guardare me stessa e incrociare chi possa vedere in questo incontro la luce che viene dai miei occhi.
Così dicendo spiccò il volo e le sue ali nuove sembravano immense e iridescenti… o forse non era quello che attraeva l’attenzione del grillo che la guardava allontanarsi.

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Angelica Pierri

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