L’isola

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Nuotando contro corrente ho perso le forze e mi sono lasciata andare alla deriva nella marea creata da me stessa, travolta dalle onde dei miei pensieri.
Ho raggiunto, annaspando, un’isola deserta e, infreddolita ed impaurita, mi sono adagiata sulla spiaggia umida, abbandonandomi ad un sonno ristoratore.
Nel silenzio della notte ho ritrovato quella mia vita dalla quale ero fuggita e mi sono sentita nuovamente a casa.
Ed al sorgere del nuovo giorno ho iniziato un nuovo cammino sulle spiagge solitarie di quell’isola nella quale avevo trovato riparo.
La solitudine che vi regnava mi era familiare e, come un naufrago che attende i soccorsi, ho iniziato a costruirmi un mio mondo, nell’attesa di poter essere salvata.
Il lento trascorrere dei giorni mi fece capire che nessun aiuto sarebbe arrivato, perché non avevo lasciato alcuna traccia di me e del mio percorso.
Ed allora capii che avrei dovuto sopravvivere a me stessa ed escogitare un modo che mi permettesse di tornare indietro, a vivere quella vita dalla quale ero fuggita.

 

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