Lettera ad un amico handicappato

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Di Marco Pellacani Caro amico Per te è la solita domanda che forse ogni amico in confidenza osa chiederti: come stai? Tu sarai ormai annoiato, vorresti dire a tutti che il tuo stato di salute è sempre lo stesso, non cambia.
Capisco come ti sarà difficile rispondermi, mi sembra di sentire già le tue parole: “Nulla cambia …sono sempre legato alla mia carrozzina, immobile come sempre!” Sai, perché te lo chiedo? Ti voglio tanto bene… Credo nella tua persona.
Ti posso paragonare a quel seme che piantato cresce fiducioso sapendo che un giorno porterà un buon frutto, prima però deve marcire, sfondare il terreno e… venire fuori nella sua beltà.
Quel seme ora è una pianta che ristora i passanti nel mio giardino nelle calde giornate estive, io lo sono già, ma ancora giovane tu non conosci quante sofferenze ho passato! E’ da molto che non ci vediamo, per questo ti penso… cresciuto.
I tuoi rami senz’altro avrebbero, caro amico, la forza di abbracciare tutto il mondo, ma pur possedendone il desiderio non riesci… Ti scontri con la tua diversità, quella che forse tu hai costruito… non abbattendola, ma aumentandola nei tuoi troppi problemi motori.
Questa e’ la tua amarezza, ma pensa che è stata anche la mia! Te lo confesso! Caro non considerarmi estraneo a te, sappi che anch’io ho conosciuto il vento che muoveva le mie foglie, Le stampelle, che tuttora uso, a volte appesantivano i miei passi, proprio come la tua carrozzella nel terreno lascia il solco violento della forza che solo tu possiedi.
Caro amico, Il tempo trascorso dall’ultima volta che ci siamo visti è talmente tanto che non mi ricordo più la tua età precisa.
Ricordo che quant’eri innamorato di una ragazza, mi avevi scritto che il tuo cuore per lei batteva forte.
Il vento era freddo fra i tuoi rami, forte e violento al suo rifiuto.
Il tuo cuore è ancora spezzato? … quante volte mi è successo…! Forza! Te lo scrivo per ristorarti, darti sollievo, ma noi… siamo quelli che il mondo considera disabili.
Questa è una tassa da pagare, la più crudele.
E’ proprio in questo rifiuto che si tocca il fondo, sembra di marcire, ma poi… proprio come quel seme si riaffiora portando copiosi frutti, sarà il tempo a curarne le ferite… aspetta di maturare! Pensa che quell’amore che tu hai donato: puro e limpido… anche se rifiutato! Quella ragazza era degna del tuo amore? Te lo sei mai chiesto? Pensi che hai sbagliato ad amare? Ti dico proprio di no, dai sempre il massimo nel gioco dei sentimenti, solo così nell’amore donato rivelerai la tua uguaglianza d’uomo.
Certo, quando amiamo siamo uguali… non temere.
E’ proprio il timore, invece, che troppo spesso trancia le nostre forze, speranze.
Ci sono passato prima di te fra le mille passioni e domande sui tanti perché, ma non avere fretta, il vento cesserà.
Ho conosciuto anch’io l’indifferenza della gente in quelle ragazze che spesso mi dicevano: “Sei bello, ma sai…” molte volte la frase non era neppure terminata che il mio cuore si trovava nel vento della desolazione e tristezza più forte su una città della gente deserta e piena di sabbia.
Verrà il tempo che il tuo albero sarà più alto e forte, allora solo, conoscerà la primavera… Sarai più grande.
Valuterai che la bellezza e l’efficienza non costituiscono la forza essenziale della vita, come il mondo contemporaneo ci fa credere, proprio come tu vorresti essere oggi, ma sono solo i tuoi desideri che prendono forma imprigionandoti.
E’ proprio lì il segreto, liberati da loro … vedrai che occorre avere la salute ma occorre amare innanzi tutto.
Guarda quanti delitti commettono oggi le persone chiamate normali, tu sei diverso, ma proprio per questo più prezioso, unico.
Nessuno non ha mai scritto che tutti debbono essere uguali.
Prova a riflettere… accetta la tua condizione, con serenità e gioia.
Vedrai fra qualche anno sarà la diversità degli altri a venirti incontro, quella che tu ora non vedi.
A te, apriranno il loro cuore… tu li ascolterai Racconterai a tutti di com’è stato difficile anche per te sopravvivere, ma lo hai fatto nonostante tutto.
Abbi fede e speranza.
Queste virtù porteranno alti i tuoi rami, graffieranno l’azzurro del cielo e le foglie daranno, se pur gracili, ristoro e tu capirai che hai solo amato, di un amore donato, e tutti quei perché capirai Il Signore sarà la tua consolazione.
Il sole risplenderà, allora, tu non sarai più diverso, vedrai la tua identità, cercherai l’amore vero ed egli ti risponderà perché ti avrà riconosciuto in tutta la tua verità.
La scelta del cuore sarà il tuo motivo di vita, proprio come la nostra amicizia.
A presto, amico Scrivimi!

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marco pellacani

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