ventiseiesima parte

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Entra nella stanza.
Buia.
Senza scarpe.
In pigiama.
Il lettino.
Si avvicina.
In silenzio.
La guarda.
Respira.
Ciuccia, ogni tanto.
E’ scoperta.
Afferra la trapunta.
La distende sulle gambe.
Ciuccia.
La osserva.
Un po’.
Poi se ne va.
In silenzio.
Il pavimento è lordo.
Aspirapolvere.
Bisogna dare l’aspirapolvere.
In cucina.
Lo sgabuzzino.
Lo prendo.
Srotolo il cavo.
Inserisco la spina.
Spingo il pulsante.
Comincio.
Su e giù.
In mezzo.
Sotto il tavolo.
Spengo.
Prendo una sedia.
La rovescio.
Strappo lo sporco.
Sotto ogni gamba.
Lo butto per terra.
La ripongo.
Poi la seconda sedia.
Così.
Per tutte le otto sedie.
Riaccendo.
Aspiro di nuovo.
Mi dirigo verso i muri.
Un movimento perpendicolare.
Breve.
Aspiro di tutto.
Biscotti schiacciati.
Pezzetti di carta.
Briciole umide di pane.
Poi passo in salotto.
Qui c’è il tappeto.
Trasformo l’aspirapolvere.
Stacco l’aspiratore.
Metto le spazzole.
Su e giù.
Prima in un verso.
Poi nell’altro.
Poi in diagonale.
Verso destra.
E in diagonale.
Verso sinistra.
Ripeto in un verso.
Stacco le spazzole.
Guardo la libreria.
Polvere.
Attacco il pezzo per spolverare.
Con le setole.
Allungabili.
Accendo.
Spolvero tutta la libreria.
Così.
Così.
Spengo.
In camera da letto.
Riattacco l’aspiratore.
Sotto il letto.
E’ pieno di sporcizia.
Aspiro tutto.
Quasi.
Con movimento circolare.
Finito.
Avvolgo il cavo.
Rimetto l’aspirapolvere.
Nello sgabuzzino.
In cucina.
Mangio un biscotto.
La prendo in braccio.
Mi sposto.
In camera da letto.
La rimetto giù.
A pancia in su.
Sul letto.
Con il ciuccio.
Chiude gli occhi.
Diventa rossa.
Comincia a piangere.
Mi avvicino e le parlo.
Le faccio versi.
L’accarezzo sulle guance.
Faccio facce buffe.
Si calma.
Ride.
La mano in bocca.
Le metto un cuscino a destra.
Poi l’altro a sinistra.
Un pupazzo sulla pancia.
Mi allontano.
Esco dalla porta.
Un lamento, due colpetti di tosse.
E ripiange.
Le parlo a voce alta.
La consolo.
Ma non smette.
Ritorno nella stanza.
Mi vede e smette.
Mi metto sopra di lei.
La faccio rimbalzare sul letto.
Ridacchia.
Poi mi fermo.
La bacio sulla fronte.
La fisso.
Mi fissa.
Sorride.
L’indice in bocca.
Mi fissa dritto negli occhi.
Si fa seria.
Per due secondi.
Mi fissa.
Poi gira il viso.
Cerca di voltarsi.
Non ce la fa.
I cuscini la ingombrano.
Tolgo un cuscino.
Lo metto sopra l’altro.
L’aiuto a voltarsi.
Di pancia.
Ansima.
In posizione di volo.
Braccia allargate indietro.
Gambe alzate che fanno bicicletta.
Non va avanti.
Non sa fare.
Quando si stanca, si ferma.
Raccoglie in avanti le braccia.
Fa perno e alza il viso.
Ride.
Poi ricomincia.
Quattro volte.
Poi si rigira.
A pancia su afferra il pupazzo.
Trova l’etichetta.
Se la mette in bocca.
La tira fuori.
La guarda.
Se la mette in bocca.
Ancora.
Le metto il cuscino da una parte.
L’altro dall’altra.
Provo a uscire.
Ma piange.

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Valerio Priapeo

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