…nel crepuscolo di un tardo medioevo

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…nel crepuscolo di un tardo medioevo Sono chiaroscuri di un’anima A volte cupi – malinconiche zone d’ombra Di chi nel creare un testo poetico Vorrebbe ininterrotto quel movimento di figure Non è routine Tendo soltanto verso quell’impatto visivo – emozionale Quale archetipo giocoso sui colori tenui Della bucolica Valle Più volte accurata nel descrivere la stessa… Oggi – a distanza – provo diletto verso quegli slanci E ancora – da questa terrazza affacciata sulla vita – che ti immagino Ti rivedo nell’agglomerato antico Ti ritrovo in quel tessuto sociale Nel crepuscolo di un tardo medioevo L’intento di questa memoria è costituire Una scenografia nuova – diversa Non ci sarà quel guado… Né affioranti rocce Né creste Né climatiche variazioni – occuperanno questo spazio Proporrò delle variazioni senza schemi Con ironia e varietà di caratteri Sorriderò – talvolta a fior di labbra – ma sorriderò… Deplorerò le contrarietà – le sento nemiche Senza perdere di vista questa realtà… Né la serietà interiore …a tratti – lievemente gemmata la Natura appare Utilizzerò il raggio obliquo – questa primavera Lo lascerò filtrare sin nelle più remote zone d’ombra L’anima irradierà spazi nuovi Nella sua percezione di trattenere sé le emozioni Più non sarà oscurata nella sua parte restante Tutto è a portata di mano… Terrò avvinto l’interesse “…dove la virtù – il vero e il falso confondano i confini” E la tua ombra torna puntuale Pubblicata nella raccolta – Ombre – edita da Art Florence Edizioni Firenze 27/02/04

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Franca Mancini

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