l’istante astante

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– Sei un istante.
E io lo so che passerai subito, prima ancora che io porti a compimento queste mie parole.
E io lo so che poi a te ne seguiranno altri, all’apparenza uguali.
Ma in realtà saranno diversi.
E sarò diverso io.
E quanti saranno gli istanti di vera felicità, assimilabili a te? Quanti saranno stati col senno del poi? Forse gettarmi dall’alto nel momento di felicità fermerà la felicità? No, la distruggerà assieme a me…
E andare incontro agli acciacchi della vecchiaia, al dolore della perdita dei propri cari non invaliderà quei momenti che di felicità sono stati? O li sublimerà?! Ti chiedo ma tu non mi rispondi.
Perché sei solo un istante.
– E invece no, qui è la novità.
Io ti rispondo.
O meglio, ti invito a rispondere.
Per tutte le volte che hai soffocato la voce interiore dentro di te.
A tutte le voci che ti parlavano e che tu non hai ascoltato, concentrato sulle tue cose.
Alla voce di chi ti ha dichiarato la sua fiducia e il suo amore.
Alla voce della natura quando ti ha cullato con l’armoniosa melodia di mari e ruscelli, col canto degli uccelli e col silenzio del bosco.
Sì, sono stati istanti, come io sono un istante.
Ma c’è dentro il segreto dell’eternità, se non lo cercherai ancora nell’irraggiungibile aspettativa di qualcosa di diverso da quello che la vita già ti dà.
– Che intendi dire? Non dovrei allora credere in un’entità suprema? O guardare in alto il cielo e aspettare nuovi doni per me e le persone che amo? Non avevo fatto in tempo a guardarlo che l’istante-astante già era sparito, lasciandomi ai miei dubbi e alle mie ubbie.
D’altronde…
era passato proprio un istante!

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