Articoli per mese: Marzo 2009

Ciao, marzo, la vita in fondo è un pesce
Arcana energia primordiale al di là del bene e del
O si riposa, questo nostro Signore, o si
Fiumi di lava scendono a valle per fare necropoli, ma necropoli sono già le nostre metropoli. Confuso, il Signore minaccia la fine del
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Scoppia in me ma tra voi la fiaccola dell'amore che riempie. Scoppia su sogni laceri, carta straccia e polvere, occhi in fiamme. Scoppia per
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Ha l'amarezza nello sguardo e nello stomaco il dolore del pregiudizio. "Signora si sieda", azzarda l'ultima cittadina tollerante di questo
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Volevo amarti Ho voluto amarti Tra gli innumerevoli pensieri Mi circondavo di te Della tua esistenza Perdendomi dentro una corolla Ne
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Nei tuoi occhi leggo il mio nome in tralice: antiche promesse, rinnovate scommesse. Nel mondo leggo la delusione e la fame di fama e di amore,
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Dura fatica, ma la corsa stessa fa da
Padri mostri, ecomostri, mostri di bravura, mostri in natura. E la vita, la vita. Mi chiedete se io sia innamorato? Lo sono. Della vita,
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L’estraneo, gli estranei Preferisco chiacchierare con un estraneo, così, per scordarmi della mia vita: parlo del tempo, della macchina, che
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Voce La voce. L’acqua, un torrente di montagna: da un sasso all’altro. I toni bassi. La femminilità: dal profondo; la terra e la
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In sospensione, vedo le vostre vite.
Perderti è ritrovarmi e ritrovarmi è ritrovare le ragioni che mi fanno padre, figlio e fratello, non sciocco e inutile
In sospensione, vedo le vostre vite.
Odio questa luna perché è femmina e mi fa pensare a te, alle tue vane promesse immolate sull'altare di stagioni sbagliate e mi pento con
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Ciak: le spine, la fine. Che prima fossero rose o cellulose, ora sono solo cose di
La testa, in frammenti, piena di elementi, dei tanti momenti che dèi distratti ci hanno tolto: matti, il verdetto
Voglio guardar lontano per sentirmi di nuovo uomo: non più gigante buono, nemmeno, però, un
La strada mi raccoglie, mi accoglie, mi coglie in fragrante flagranza di reato, deflagrante come un non sorpassato passato, presente ma
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Sulla linea dell'orizzonte la curva dei nostri corpi, del nostro porci senza pòrci essere, senza
In fondo è solo perdersi questo stordimento di anime
Scende in giardino - questa mia vita Il suo amore si espande tra le rose Fugge - dalle pareti che la imprigionano Più non la trattiene quella
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Riaffiora qui - il tuo parlare Improvviso Chiaro Profondo Sotto ad un sole ardente Fornita d’occhiali Mi distendo su di una sdraio Pronta
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Voglio la vita che qualcuno ci vuole
CASTE Stava seduta, con le gambe scoperte, la pelle ramata, lucente. Stava seduta in quel bar, e le sue dita affusolate sul gelido
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Forse per questo tuo essere 'pazzo', ti sento