La mia storia, quella vera però! – Parte 5

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“Certo!” replicò Masi disinvolto “andiamo a bere qualcosa e poi ne parliamo!” Tutto filò liscio in effetti come tutte le volte che partecipavamo alla Festa de l’Unità.
Durante le normali giornate dell’anno eravamo tipi anche abbastanza snobbati dalle ragazze.
Ma non durante il Festival: li i nostri spiriti si trasformavano e ci sentivamo delle divinità in terra.
Tutto era possibile in quei giorni, tutto.
Andammo nella tenda del miglior bar del festival e offrimmo alle ragazze una bella birra ghiacciata; non c’era allora il caldo di oggi in estate, ma era comunque molto caldo e la birra ghiacciata era sempre una ottima bevanda rinfrescante.
E in effetti la birra rinfrescò noi ma anche le teste delle ragazze che si lasciarono andare abbastanza in fretta da consentirci di capire molto presto che la serata sarebbe volta nel verso giusto.
Normalmente quando Masi e io ci intrattenevamo con delle ragazze per conoscerle cercavamo di capire nei primi 45-50 minuti se la cosa avrebbe portato frutti e se vedevamo che non era aria o che la cosa era troppo lunga, lasciavamo il tavolo con la solita frase: “Ora dobbiamo andare a provare col gruppo, anche se è tardi, scusateci”.
Come a dire: “Ci siamo rotti, non sapete cosa vi perdete.
Bye bye!” Ma quella sera non fu così, fortunatamente, e il gruppo poté attendere.
Poco dopo alcune chiacchiere sul più e sul meno, dopo aver capito che erano della zona ma non abbastanza vicine a noi per poi venirci a rompere e cercarci tutte le sere con una semplice bicicletta, decidemmo di passare alla fase due: l’intorto finale!

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