Rapina

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Come scatola che non verrà mai aperta Corpo senza voce Dissennata vive e dissanguata muore Mentre le stelle passano e le aquile cantano.
Chi non sopportò la felicità Snaticherà invano sui marciapiedi.
Smarrita la pagina del lieto fine Potrà anche uccidere.
Immobile all’incrocio del sogno Rammemorava invano ricordi azzurri.
La morte l’aspettava incandescente Lei la volle guardare negli occhi.
Serpe della profondità e anima da rottamare Rovescio oscuro di tenero silenzio Angelo inorridito sul marmo della Morgue

 

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Redazione LOPcom
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