Impressioni d’estate

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Tra la tuberosa e il gelsomino Il desiderio si attorciglia e si perde.
Verdi vene sul muro di fronte Odore acutissimo come fuoco basso di aghi marini.
Giorni trascurati di memorie e disordine Assecondano l’infinita gradazione del tramonto.
India sotto casa, eterna e metafisica, Nascosta dietro il movimento minuscolo che attraversa il desiderio.
Duende inesorabile la memoria, Eccessiva e vagabonda Torna al punto di partenza.
Radice sotterranea, eco di disinganni, Onda a bassa frequenza Impressionata da incubi e presentimenti.
Di ritorno da una dimensione invisibile Immobile in un nero intenso come negazione di luce.
Mi bracca come un cane da caccia E se mi prende non mi fa trovare niente.

 

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Redazione LOPcom
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