Esequie Proletarie

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L’Anna era la Lollobrigida del paese.
Di famiglia molto povera, giovanissima si era innamorata di un geometra di Portogruaro, che dopo averla sedotta aveva poi sposato l’insignificante ma benestante figlia di un grossista di liquori di Ferrara, frantumandole il cuore.
Quindi,autoproclamatasi vedova, portava un’interpretazione talmente personalizzata delle gramaglie che le rare volte che usciva faceva, come si dice qui in Romagna, voltare anche le statue.
Gonna nera corta e stretta, camicetta nera annodata alla Brigitte Bardot, calze nere con la riga, scarpe con tacchi talmente alti che all’andatura assumeva un armonioso, ma talmente deciso oscillio, che la lunga coda di cavallo, sferzando l’aria, provocava più cadute di maschi dalle biciclette che un’improvvida frenata in volata al Giro d’Italia.
Tutti gli uomini del paese l’amavano, più o meno segretamente, ma più di tutti l’amava l’ormai anzianotto e ancora celibe dottor Giulietto, il padrone della farmacia del paese, che gestiva insieme alla sorella, signorina anch’essa.
La taccagneria dei due fratelli era leggendaria, ma un giorno il destino volle che un improvviso e straordinario accadimento, venendo a sconvolgere la vita della piccola comunità, fornisse al dottore l’occasione per poter avvicinare l’oggetto dei suoi sogni e contemporaneamente la possibilità di dare prova di signorile munificenza.
Si era d’estate; in un’afosissima serata di fine luglio, la vecchia Minghina, che con la sua numerosissima famiglia abitava dietro casa dell’Anna, mentre si recava nel gabinetto collettivo dislocato in fondo al cortile, facendosi luce con una lampada ad olio innescò, a contatto con i gas che si sprigionavano dalla latrina, un’esplosione tale che terrorizzò tutto il paese e la fece saltare in aria, uccidendola sul colpo.
L’episodio provocò lutto e sconcerto, e siccome la Minghina era la vedova del compagno “Manéra”, caduto eroicamente per la Causa mentre una domenica mattina, distribuendo l’Unità alle case, un po’ alticcio per i troppi vermouth mandati giù per affrontare il freddo di quella giornata di dicembre, era precipitato nel Fossone della Chiavica con la bicicletta battendo malamente la testa, il Partito le organizzò dei funerali solenni.
Venne chiamato da Villanova di Bagnacavallo un certo Valicelli, un anziano suonatore di fisarmonica, che con solennità e struggimento e per poche lire con la sua musica, adattata di volta in volta all’ideologia del defunto, accompagnava i funerali.
All’Anna toccò l’onore di aprire il corteo : nella sua tenuta d’ordinanza e con in braccio un fascio di garofani, fendendo due ali di bandiere rosse, diede l’avvio con scenografica solennità alla cerimonia.
Valicelli non si risparmiò, dando fondo a tutto il ragguardevole repertorio sovversivo di cui disponeva, ingenerando uno stato d’animo talmente ribollente che cominciò a serpeggiare, quale gesto dimostrativo rivoluzionario,l’intento di andare a bastonare i carabinieri di Mezzano.
Non se ne fece nulla perché nessuno aveva pensato di portare le biciclette.
A cerimonia conclusa, mentre le ultime note dell’Internazionale singhiozzate dalla fisarmonica accomiatavano i convenuti, che mestamente e alla spicciolata si stavano sparpagliando, il dottor Giulietto, rosso di imbarazzo e di passione, in un impeto di coraggio si parò davanti alla sua amata e col cappello in mano le indicò l’automobile di Berto (che svolgeva “servizio pubblico” in paese),noleggiata per l’occasione insieme all’autista, offrendole un passaggio.
La ragazza lo squadrò da capo a piedi e in un sussulto di orgoglio proletario, eccitato dagli inni e dal garrire delle bandiere rosse, proruppe in un ferale e definitivo: “Fasìv in là, burghés!” (spostatevi, borghese!) e si avviò,fiera e solitaria, ondeggiando sui suoi tacchi.
Il povero Giulietto, visto sfumare il suo sogno, si accinse allora, pur obnubilato dal dolore e con una certa riluttanza, a pagare la corsa a Berto, dimezzandogli però il dovuto perché, spiegò all’allibito autista, in fondo, guidando la macchina fino al cimitero, si era pur “scarriolato” anche lui ..

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Redazione LOPcom

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