il canale

0
()

Se c’è un posto che vorrei far riemergere dal passato quello è il mio canale!! Salterebbe fuori da sotto Viale Randi come quei mostri ,in certi film, che strisciano sotto terra e maciullano tutto quello che trovano.
Via l’asfalto, via l’aiuola spartitraffico,via quegli alberi schierati per una parata! Si è fatto incanalare sottoterra in grandi cilindroni di cemento ,chissà se ci passa ancora l’acqua là sotto…Il mio canale nasceva dalla Chiusa di San Marco e passava davanti alla mia casa ,a trenta metri era la mia frontiera in cui ho vissuto le più belle avventure della mia infanzia e se ,come sempre,non succedeva proprio niente mi immaginavo viaggi,storie..
Sempre poca acqua laggiù,ma se c’era la fiumana era uno spettacolo! Il babbo raccontava di una volta che la fiumana aveva portato giù tante carpe e con i suoi cugini le pescavano dal ponte con una paniera di vimini…
‘Quati gobi! Quati gobi’! mi diceva e ne mangiarono a volontà.
Quando passava la fiumana e l’acqua si schiariva , il canale diventava il mio mare.
‘A vegh in te canel..’ dicevo,ma solo per affogarmi nei miei viaggi con la fantasia.Salivo sull’argine attraverso un sentiero stretto e ripido e subito scendevo giù fra rovi,erba e tifa e poi in acqua .
Era il mio mare,non si nuotava perchè l’acqua,se andava bene ,mi arrivava al ginocchio ma nessuno mi vietava di sognare tuffi e nuotate.Libellule,girini ,ranocchi insetti di tutti i tipi mi circondavano ,capitava anche qualche pesce..
In febbraio,marzo,quando senti nell’aria che è ora di voltar pagina,consumavo scatole di fiammiferi nel tentativo di ripulire quelle sterpaglie inaridite e seccate dall’inverno: i piumini delle canne erano la mia esca incendiaria e come avrei voluto innescare un incendio purificatore! Non successe mai, il mio regno non si sarebbe mai ripulito per la nuova stagione; era sempre troppo umida quell’erba che sembrava secca,rimaneva solo qualche chiazza nera,odore di fumo addosso,nei vestiti e nella memoria.
L’argine che guardava verso casa era sempre ripulito dal babbo ,ricordo fiori bellissimi,’erbe profumate,lenzuola stese.
Erano gli anni 60 o 70? Per andare a scuola salivo in bicicletta su quell’argine e proseguivo per qualche centinaio di metri prima di scendere giù e proseguire per una bella carraia bianca e polverosa.
La carraia costeggiava il canale fino in città, a sinistra il rivale a destra campi e case di contadini.
Le stagioni si avvicendavano in quelle terre ero sempre incuriosita dai lavori attorno alle case ,negli orti, …Semine,raccolti,arature,viti,grano,barbabietole.Odore di letame,di polpa .di vino nelle cantine mi accompagnavano fino a scuola.Odore di camini, di cucina ….Quelle case me le studiavo bene scrutavo le fioriture nei fossi, fiori ordinari di tutte quelle case che le donne si scambiavano al momento giusto.
Ciuffi di aspidistra e asparagina in vasi vicino ai pozzi.all’ombra.
Gerani in ordine su assi di legno a gradini ….E quei cagnetti da pagliaio che mi inseguivano rabbiosi finchè non davo una buona accellerata alla bici.
Conoscevo tutti quei contadini Ravol,Minghet,Sapeta,Ricioti…
Questa carraia arrivava fino al Ponte degli Allocchi e con l’asfalto arrivavo in città.
‘A vegh a Ravena’ dicevo,tanta era la distanza che ci separava! Allora non sapevo che l’avrebbero fatto fuori il mio canale,anzi messo sotto.
Per fortuna che ricordo tanto ma non tutto! E adesso quella magica via d’acqua passa là sotto una strada! Ma ci sono i ricordi,le foto e chi sa racconti…….

Leggi anche  Feisbuc.

Ti è piaciuta questa pubblicazione?

Clicca per valutare

Valutazione media

Vuoi essere il primo a valutare questa pubblicazione?

Se ti è piaciuta questa pubblicazione...

Ci dispiace che questa pubblicazione non ti sia piaciuta

Cosa non ti è piaciuto di questa pubblicazione?


Silvia Zoli

Nessuna descrizione.

Lascia un commento