Sono nato a mezzanotte

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Sono nato a mezzanotte, un minuto prima o un minuto dopo cosa importa, con una luna vedova a oziare, e tre corvi che levigavano col loro gracchiare in un’eco da coltello il cielo.
Non ho radici e sono solo, di una solitudine che non conosce nuvole né spighe di grano, con un piede all’ombra di parole che inciampano, con l’altro nel silenzio dei giorni, fragile come il silenzio che si annida nel respiro del vento.
Dicono gli uomini che sono cattivo – un nemico senza contorni – un ammasso di stracci senza vita – una croce di legno già triste perché senza destino.
In me c’è un cuore che si colora con le stagioni, capace di arrossire, e di commuoversi persino, un cuore che sussurra alle stelle, e che si lascia chiamare per nome, un cuore custode d’ogni sogno di sangue; qualche volta è una lacrima buona a farmi sentire vivo, altre volte è un seme di terra che germoglia dal petto.
Sono nato a mezzanotte – in compagnia di una luna dalla forma di ciliegia – al lamento di ruggine di tre corvi – al dormiveglia delle orme della vita.
Anch’io sono un uomo, un uomo che si veste da spaventapasseri.

 

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