Il nero respiro della fine

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IL NERO RESPIRO DELLA FINE La solitudine vortice dei giorni silenziosi mi fa compagnia, mentre le voci dentro me sussurrano incessanti e ossessive parole di morte.
La mia immagine evade disperata e convulsa dal riflesso di uno specchio menzognero, occhi stanchi socchiusi al dolore del mondo egoista, sempre più ghetto, sempre più gabbia.
Nemici invisibili spaventano il mio fragile animo, sprofondo in una spirale inesorabile e annego, il nulla insistente mi spinge al vizio assurdo e continuo, dove l’impossibile prende possesso, sangue sempre più scuro si secca sul terreno bramoso della mia essenza.
Nessuno mi cercherà domani, nessuno mi strapperà dal baratro doloroso nessuno noterà il nero respiro della fine aleggiare greve e pesante come anima senza pace, nessuna resurrezione è consentita ai disperati solo una macchia al suolo griderà amore ad un cielo sordo che avrà pietà del peso del suo travaglio.

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