BUONANOTTE,NOTTE

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BUONANOTTE,NOTTE di Vincenzo Montenero Si,sono un socialmente escluso,un disadattato,sempre sociale,sono un non compreso,sempre sociale.
Ma non mi sento un diverso,i diversi sono loro.
A me la notte piace.
E più è buia .E più mi piace.
Loro non sanno che la notte è educata,perché ascolta tutti in silenzio.
Loro non sanno che la notte non è ambigua,perché ha un solo colore.
Loro non sanno che la notte è originale,perché non cambia mai.
Come si fa a non innamorarsi della notte, a non desiderarla,a non viverla,pienamente.
E’ vero! Ci hanno abituato a dormire di notte e ad essere svegli di giorno.
Ma a vivere no.
Io di notte,vivo.
Con gli occhi chiusi, vivo attraverso i sogni,con gli occhi aperti vivo attraverso il buio;il buio che confonde le figure rendendole tutte libere,democratiche,senza vanità aggiunta; che amplia i suoni minori,dà spazio ai silenzi,agli odori,agli spasimi,dà domicilio,ai senza volto,ai senza storia,ai grandi e ai piccoli,agli eroi e agli assassini,ai privi di fede e ai missionari,ai convinti e ai diffidenti,ai pazzi e ai troppo saggi,alle vergini e alle puttane,ai maschi con il viagra e a quelli con la parrucca………..insomma ai pensieri.
Del resto a Bolzano,a Palermo,a Napoli,a Bologna,come si dice:la notte porta consiglio.
La notte ospita tutti:chi vuole amarsi,chi vuole fare figli,chi vuole masturbarsi,chi vuole dormire,chi vuole solo riposarsi,chi vuole illudersi di essere libero,chi crede di essere felice,perché non ha mai conosciuto la felicità,chi pensa che domani è un altro giorno,chi invece:che domani è lo stesso giorno di quello appena trascorso,ma in particolare ospita coloro che riescono a coniugare lo spazio con il tempo.
Già perché la notte,con il suo abito,con il suo buio,è questo:l’unione dello spazio con il tempo.
E non come ,superficialmente la definiscono i nostri vocabolari della lingua italiana:l’intervallo di tempo fra il tramontare e il sorgere del sole,la cui durata varia con la latitudine del luogo e con la declinazione del sole.
Per l’appunto,che cazzo significa,se questa è la notte,io sono Zeus,o se preferite,Venere.
‘’Papà perché la notte è buia?’’,chiesi quando ero piccolo, a mio padre e non ebbi alcuna risposta.
‘’Papà perché la notte è buia?’’,mi ha chiesto sere fa mio figlio,prima di addormentarsi;ma saranno i tempi moderni, globalizzati, io ho risposto a mio figlio:potrei dirti che la notte è buia,perché il cielo è blu;potrei dirti che la notte è buia,perché è di destra;potrei dirti che la notte è buia,perché non ammette surrogati;potrei dirti,potrei dirti,ma invece ti dico che la notte è buia,perché vuole essere cosi,vuole essere buia,tremendamente buia,infinitamente buia,assurdamente buia,forse anche, a volte,inutilmente buia,ma comunque sempre e solo,esclusivamente,unicamente,superiormente:buia.
‘’Ma il giorno è nato prima della notte!’’-‘’Ma il buio è nato prima della luce!’’.
No,non si tratta di:prima io o prima tu.
La vita,bella,brutta,pulita,sporca che sia,nasce dal buio,nel buio del grembo materno.
Lo spazio originario,senza limiti,confini,allo stato puro è buio.
Con la luce del giorno invece,acquista spregiudicatezza ,lavora per i vincitori,limita i vinti,delinea i confini del potere,limita,limita e ancora limita,l’essenziale e anche il superfluo.
Io ho deciso di innamorarmi di notte.
Ero solo,nel mio letto cigolante,avevo conosciuto una ragazza,del mio paese,quasi intelligente,forse vergine,di normale famiglia,con poca dote,senza lavoro,con una laurea breve,con solo un fidanzato precedente e nessuna pregressa esperienza ne sentimentale, ne, a sentir lei, materiale, insomma quasi a posto, aspirante normale.
E fu cosi, che nella pace del silenzio e nell’intimità dell’oscurità,decisi di innamorarmi della mia Giada.
Io ho deciso di sposarmi,sempre di notte.
Non con Giada,ma con Lucia.
Durante il giorno avevo letto un libro,dove a proposito del matrimonio,diceva:’tutte le cose prima di guastarsi funzionano,unica eccezione il matrimonio’ e mi ero autosfiduciato, ma poi, nel silenzio e nel buio della notte,pensando a tutti i matrimoni che conoscevo,iniziando da quello burocraticamente felice dei miei genitori,ho deciso di sposarmi con Lucia.
Io ho deciso di trovarmi un amante,sempre ancora di notte.
Perché mia moglie continuava a lavarmi i panni sporchi,a farmi da mangiare due volte al giorno,a farmi scopare una volta alla settimana,a fare i figli,a crescerli,a riassettare la casa,a sbucciarmi le mele,a pagare i bollettini di conto correnti alla posta,ma senza amore.
Insomma io di notte faccio tante cose,ma proprio tantissime cose.
Ricordo che alcuni anziani del paese di mio padre,dicevano che la morte è buia come la notte.
Buia,chiara.
Accesa,spenta.
La morte,è morte.
E basta, La notte, è la notte.
I soliti meridionali.
Ma ciò,quel che mi è accaduto alcune sere fa,ha rafforzato la mia stima di essere vivente,verso questa simpatica,colta e intelligente istituzione naturale,di nome:notte.
Ero solo in casa,dormivo,come al solito,nel mio solito letto, con i soliti occhi chiusi.
Quando sentii il mio nome:’’Daniele.
Daniele svegliati’’.
Ho aperto gli occhi, ed ho chiesto, a me stesso, al buio:’’ Chi è? Chi mi ha chiamato!’’ .
Mi sono subito alzato e mentre stavo per pigiare l’interruttore della luce,la stessa voce:’’No fermo.
Che fai .Non accenderla.
La luce sta dormendo al mio buio.
Sta riposando col mio silenzio.’’ .Neanche stavolta accesi la luce e immobile,con il dito alzato a qualche millimetro dall’interruttore,quasi sottovoce,per non disturbare il silenzio della notte,come avevo già rispettato il buio della notte,non accendendo la luce,chiesi:’’Ma chi sei !’’.’’La notte’’, rispose la voce ,vicina, vicinissima a me.
‘’La notte?Ma quale notte!’’,chiesi.’’La tua notte.’’rispose con stupore.
‘’La mia notte?’’ chiesi, anch’io con stupore e sempre immobile,col dito alzato a qualche millimetro dall’interruttore.
’’Si.
Proprio la tua.’’, continuò.
Io ero ancora immobile, lì, fisso, quasi pietrificato.
‘’Devi sapere’’, continuò la notte, pardon la voce,’’ che ogni essere vivente, ha la propria notte.’’.
’’Veramente!’’ dissi, abbassando il dito e avvicinandomi al lavandino,convinto,non so perché,che la voce venisse da lì, proprio da lì.
’’Credimi.
E’ così.
E io ne sono l’esempio,anche se,considerate le condizioni,oscuro.’’ Ci fu un silenzio,un lungo silenzio nell’oscurità.
‘’Qualcuno ha detto,qualcuno altro ha scritto,ancora altri hanno cantato,che la notte è una femmina triste.
Tutti sbagliano.
La notte non ha sesso.’’.
‘’Ma io ti, amo la notte.’’.
Osai, quasi impaurito.
‘’Daniele,tu non ami la notte, che non esiste come entità unica,ma quale moltitudine di singole entità.
Tu ami i tuoi bui,i tuoi silenzi.
O meglio,hai bisogno dei tuoi spazi bui,delle tue ore silenziose.
Per quanto riguarda la tristezza,la notte vive con la tristezza,come con l’allegria,con le gioie,come con i dolori,dei suoi uomini,delle sue donne,dei suoi maschi,delle sue femmine e di tutto ciò che si lascia avvolgere nel buio della propria notte.
‘’Notte,notte oscura,notte buia.
Dove sei?’’-Nessuna risposta.
Ancora silenzio.
‘’Sei andata via?’’ Si udì una breve ed elegante risata e poi di nuovo il silenzio.
Pur non convinto e controvoglia,ritornai in camera e mi sedetti sul letto.
Silenzio.
Buio.
Dio come era buia la notte,quella notte.
Attesi ancora.
Non so cosa,non so chi.
Nulla.
Solo silenzio e buio.
Non mi sentivo stanco, ma decisi di ricoricarmi, non senza però prima aver esclamato,sottovoce e al buio:’’Buonanotte ,notte.’’-.

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