Il sopravvissuto

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Un urlo silenzioso, un rumore quello del mare pirandelliano d’Africa taciturno, un barcone che illumina l’acqua color blu cobalto, che lancia segnali alla spiaggia dorata, bambini dagli occhi spaventati, donne piangono senza lacrime, uomini senza parole.
Il mare che un tempo fu navigato dai greci è fiamme e sangue, la luna si nasconde per non vedere, tutto intorno corpi neri e onde spumeggianti.
L’occidente sta zitto in questa notte fragorosa, Malta è indifferente, l’Europa pensa ai finanziamenti per i pochi superstiti, l’Italia è sola ma piena di solidarietà, di umanità, di calore, di rabbia.
Le donne, gli uomini, i bambini di colore.
I viaggi dei sogni, delle speranze, del futuro non si fermano.
I barconi sono centinaia, i fratelli di colore migliaia, non si fermano, arrivano, tanti muoiono, altri scappano per acciuffare per i capelli il futuro, altri ancora ringraziano.
Una fuga dalla guerra, dalla fame, dalla sete un vento di scirocco li spinge fino a noi.
I barconi sono alla deriva inghiottiti nel Canale di Sicilia in una notte di lunare bellezza, la bellezza del Mediterraneo, dell’Isola, dell’Italia, dell’Europa.
La bellezza che le ragazze e i ragazzi di colore non hanno nella loro terra.
“Fermateci, fermateli” dice con un filo di voce che voce non era un giovane di colore ai soccorritori mentre si asciuga le lacrime che lacrime non sono.
“Fermateli i viaggiatori di morte, ci illudono di arrivare nella terra promessa come il popolo di Dio, Invece al largo dalle vostre stupende coste ci bastonano, ci prendono a frustate, ci buttano in acqua.
ma noi non sappiamo nuotare.
Vi prego fratelli fermateli.
Fermatela questa organizzazione criminale che ha basi consolidate anche da voi.
Io ce l’ho fatta ma era meglio morire nelle vostre acque.
Ho visto decine e decine di bambini, donne, uomini annegare, soffocare cercavano la vita e hanno trovato la morte.
Arriviamo qui da voi per la vita nella morte, e per la morte nella vita.
Vi prego FERMATELI” disse mentre una lampare gli illuminava il viso.
I soccorritori portavano coperte, cibo, acqua, indumenti ma il giovane era indifferente, piangeva senza lacrime, gli occhi aperti ma chiusi.
Una signora anziana con passo felpato si avvicinò donandogli un sorriso.”Ecco quello che cerchiamo, quello che abbiamo sempre desiderato” disse il giovane accarezzando dolcemente il viso dell’anziana di Lampedusa.

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