Armi di dei ed eroi

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Numerose sono le armi di cui dispongono gli dei e gli eroi per combattere i loro nemici.
Alcune di esse non sono però classificabili come armi in senso stretto, ma piuttosto come strumenti connessi agli attributi eroici.
L’arma più convenzionale è, senza alcun dubbio, la spada.
E la spada più famosa è quella che Artù ricevette da Nimue oppure estrasse dalla roccia, Excalibur.
Excalibur è, qualunque versione del mito si voglia accettare, la spada che solo la mano di re Artù può adoperare.
La prima versione narra che il giovane principe estrasse la spada dalla roccia in cui era saldamente conficcata, provando in tal modo di essere l’unico erede al trono.
La seconda, invece, vede l’arma come un dono da parte della Dama del lago, che la riprese con sé nel momento cruciale della storia: prima che Artù morisse (o si recasse ad Avalon), Nimue fece gettare Excalibur nel lago di cui era la signora da Sir Belvedere.
Una mano si sollevò dalle acque per ghermirla, e da quel giorno nessuno la vide più.
Nella mitologia germanica, Sigmund, figlio di Volsung, provò di essere il degno successore dell’eroico padre, sebbene fosse il minore dei suoi figli, estraendo una spada dalla quercia che cresceva nell’atrio della sua casa.
Per quanto riguarda le saghe germaniche, altre due spade sono note: Mimung, quella forgiata dal fabbro Volung, e l’arma di Sigurd, ricavata dalla spada spezzata di suo padre.
Il fulmine, arma letale nonché impressionante, è una prerogativa di dei molto importanti, quali Zeus, Wotan e Tinia.
Oggetti dai peculiari poteri magici, inoltre, erano appannaggio di molti dei e qualche eroe.
Una briglia magica, donata da Atena a Bellerofonte, ad esempio, permise all’eroe greco di cavalcare Pegaso e così sconfiggere la Chimera.
Sigurd possedeva un mantello che lo rendeva invincibile e un anello magico.
Un altro mantello, ricavato dalla pelle del leone Nemeo, ucciso nel corso della sua prima fatica, rendeva invulnerabile Eracle.
Sempre a proposito di Eracle, fu un oggetto particolare ad essere strappato con la violenza alla regina delle Amazzoni, Ippolita, una cintura (che presumibilmente rendeva la donna coraggiosa).
Ancora una cintura magica rendeva invisibili due eroi celtici, Cuchulainn e Sir Galvano.
Per gli antichi peruviani, ovvero gli Inca, lo strumento della conquista della terra da parte degli uomini (in primis Manco Capac), fu un bastone d’oro.
Il dio del sole, Inti, diede loro l’oggetto col quale percuotere il suolo per poi potersi stanziare nel luogo in cui si sarebbe amalgamato alla terra.
Infine, oggetto insieme magico e simbolico è la leggendaria Tavola Rotonda, fatta costruire da Merlino per Artù.
Un’altra versione narra che Merlino la donò a Leoragano, padre di Ginevra, per ordine di Uther Pendragon, padre del sovrano.
Sarebbe poi stato il suocero a regalarla ad Artù.

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Teresa Regna

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