SOLITUDINE

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…e la luna entrò dalla porta allacciandosi le scarpe coi denti rotti la nuvola di polvere dai baffi sottili gli posò subito sulla testa la sua pena d’amore non una parola: gli aveva riservato quale sepolcro un mondo reale tinto di nero non affondarvi tropo lo sguardo di notte bisogna dormire dimenticare il vino schifoso da cui sgorga la pozzanghera della colpa chi ti chiude la pietra sul cuore? il vecchio ponte è crollato sotto il peso di una foglia così anche i pesci sono morti e le conchiglie tutte perdute o spezzate cosa aspetti? e’ già mattina il cuore è ancora cuore

 

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