I COMPARTIMENTI STAGNI

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In ogni nave che solca i mari esistono dei compartimenti stagni.
Non vi parlerò di nautica, anche se è un campo che mi appassiona.
Questo è solo un paragone della nave con la psiche umana.
Nella nave i compartimenti stagni servono a fare in modo che, nel caso di un incidente, la nave non si allaghi tutta fino a sprofondare nel mare.
Anche nella psiche umana esistono di questi spazi fatti apposta per contenere quello che a livello conscio non verrebbe accettato e quindi viene relegato e tenuto ben chiuso in quelle parti del sé che non lasciano trapelare nulla.
Capita però che, come una nave può incontrare una tempesta particolarmente forte e devastante, così nella vita può succedere un evento improvviso che va a sfondare quegli spazi finora chiusi ermeticamente, e tenuti sotto un forte controllo a livello mentale.
Quando uno di questi spazi viene aperto il suo contenuto si riversa nella coscienza e spesso una persona non regge il confronto con la verità che viene a galla.
Questo può provocare gesti inconsueti, scelte drastiche, raptus e conseguenze distruttive sia per sé che per gli altri.
In questi compartimenti stagni spesso stanno nascosti ricordi infantili di desideri incestuosi, amori non corrisposti, delusioni o umiliazioni vissute da bambini.
Bisogni non soddisfatti e offese ricevute sia dai genitori propri che da altri adulti o bambini inconsapevoli di fare un danno maggiore di quello previsto.
Così’ quando tutto torna a galla l’individuo non è in grado di reggere l’impatto scatenato dal ricordo ritornato in superficie dopo tanti anni.
E’ così che alcune persone perdono il controllo all’improvviso e si ritrovano a dover affrontare qualcosa di così imprevisto e doloroso che si ritrovano da sole e non sanno come fare.
Piuttosto che chiedere aiuto scappano, lasciano tutto, spariscono pensando così di evitare quella verità scomoda.
Ci sono persone che impiegano quasi tutta la vita per tenere dentro di sé dei segreti inimmaginabilmente ingenui, poiché appartenenti alla loro infanzia, ma giudicati immorali o mortali dal sé adulto.
La loro energia mentale è tutta concentrata nel nascondere quei pensieri, quei desideri.
Essi si premurano in ogni modo a non farli uscire mai, a non mostrarli mai a nessuno.
Non ne parlano mai e non li accettano per niente.
Quella parte di sé è chiusa così bene in quei compartimenti stagni, perché aprire una di quelle porte? Sarebbe una minaccia ed essi vedono quelle cose come un pericolo per sé e per la propria vita.
Questa continua concentrazione e impegno nello stabilire un “modus vivendi” impeccabile e eticamente e moralmente accettato sembra spesso essere lo scopo della loro intera vita.
Quanto più in essi quei pensieri sporcano l’immagine di sé che essi vogliono darsi, tanto più essi si impegnano per ripulire l’immagine a costo di mettere anche dei pesanti lucchetti a quei compartimenti stagni dove son rinchiusi i loro desideri.
La maggior parte di queste persone è incapace di lasciarsi andare, di abbandonarsi del tutto ad una vera emozione o sentimento.
Questo perché la loro intera energia è impiegata in quella facciata candida che cercando a tutti i costi di mantenere e difendere.
Essi hanno paura che lasciandosi andare possa trapelare qualcosa del loro segreto.
Il più delle volte però si tratta davvero di eventi dell’infanzia che hanno avuto un carico emozionale enorme per il bambino, che ha deciso di tenere in sé questo ricordo per tutti gli anni a venire fino al momento dell’evento imprevisto che scardina le porte stagne e fa uscire tutto fuori in una piena incontrollabile.
La cosa migliore da fare è far riaffiorare questi ricordi in maniera graduale e con l’aiuto di una persona che possa contenere l’angoscia e la rabbia o tutte le altre emozioni che possono venir fuori durante questo defluire delle emozioni tenute chiuse per moltissimi anni.
Ciò può anche avvenire attraverso sogni, disegni, frasi, libere associazioni fatte dalla persona che così cerca di comunicare ciò che si tiene dentro di sé.
Se l’inconscio si libera di questo pesante fardello sarà un bene sia per il benessere della persona che per il quieto vivere con gli altri.

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amleta bloom

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