La mia collina

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Evanescente al bagliore dell’alba, sfuggevole ti corichi al tramonto.
Ammaliato dal tuo divino sopore mi sfugge quella tua indole di arcano dominatore, che solitario ti ergi sulla valle e cavalchi interminate pianure benché gioia e dolore ti sfianchin le spalle.
Quante genti t’han mirato di lontano, quante han calpestato quel gelido suolo e fuggito dalle fosche pietre che i secoli forgiaron nel fuoco e lacrime e sangue resero così tetre.

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LorD

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