LA MISURA DEL DOLORE

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Il dolore non può essere misurato.
Che sia grande o piccolo, che sia momentaneo o perenne esso non può essere misurato.
Non si può sempre star lì a dire “c’è chi sta peggio di te” e pensare che certi dolori siano cosa da poco.
Chi esprime il proprio dolore lo fa perché esso è reale e autentico ma chi lo giudica per la sua grandezza o meno non fa che paragonare il fiume al mare.
Io ho rispetto per il dolore di tutti, e che sia grande o piccolo non importa, non mi metto lì a dire chi soffre di più o di meno.
Il dolore è dolore e basta, qualsiasi sia la fonte, fisica o psichica.
Quando si esprime una sofferenza ci si ritrova sempre qualcuno che ti ricorda che ci sono altri che soffrono di più, come se fossero dolori più profondi o veri del tuo dolore.
Si fa tanta fatica già a comunicarlo questo dolore e se poi viene paragonato alle tragedie umane allora possiamo metterci qua e prendere le misure di ogni altro sentimento.
Chi ne ha di più, chi ne ha di meno, chi ne ha un pochino,….
non è una cosa che trovo giusta fare.
Ognuno ha la propria sofferenza e se c’è qualcuno che riesce a sorridere nonostante il dolore e qualcuno altro invece no bisogna avere rispetto per entrambi, perché ognuno vive il dolore a modo suo.
Il dolore è personale ed è un luogo comune pensare che chi sta per esempio in una corsia d’ospedale soffra di più di chi sta a casa seduto al pc.
Nessuno ha il diritto di dire quale delle due persone soffra di più perché il dolore non può essere misurato.
Si dovrebbe apprezzare invece quando una persona condivide il proprio dolore, anche il più intimo e profondo, con un’altra persona.
Apprezzare il valore che ha questo dolore e una vita sofferta e sentirsi fortunati di averne fatto parte perché il dolore per intensità è pari all’amore.
Purtroppo le persone sanno soltanto quantificare i sentimenti e guardare chi sta meglio e chi sta peggio ed io lo trovo molto limitativo.
Pesare e misurare il dolore di ognuno non serve ad alleviare il dolore di nessuno.
Il dolore è un fiore raro e chi lo ha ricevuto e lo mostra a qualcuno sta mettendo in comunione il proprio mondo con l’altro.
E non è facile mettersi in comunione con l’altro.
Anche perché di solito chi soffre si chiude in se stesso.
Quindi mostrare il dolore è un passo veramente significativo e vitale.
Peccato che solo pochi riescano a cogliere il senso piuttosto che la misura di questo dolore.

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amleta bloom

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