Fuori tempo

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Ti ho guardato toglierti il trucco, a schiena inarcata verso lo specchio, nuda sulla punta dei piedi, come quando esci dal letto e serpeggi tra gli odori della camera.
Mi sono chiesto cosa cercassi nello specchio, quale te stavi scrutando con tanta attenzione, quale dei tuoi nomi stavi evitando e quale cercavi di afferrare.
Ogni notte guardo i tuoi riti come un ladro che aspetta il momento giusto per fare suo il bottino, ma io sono un ladro anomalo.
Resto senza allungare le mani, senza afferrare nessuno dei tuoi gioielli.
E tu ricomponi la tua nudità, la porti altrove.
Ne sento la mancanza, odio la lontananza che metti tra la tua pelle e il mio sguardo.
Bestemmio contro le stagioni di un uomo sospeso, io.
Impreco ancora contro me stesso, e so da solo d’aver venduto l’anima al diavolo o ti avrei fermato mentre scendevi dall’auto.
Ti avrei afferrato con mani e bocca, con tutte le forze che sento mancare.
E saresti rimasta, lì.
Sì, anch’io sono innamorata di te – mi avresti risposto.
Invece resto qui, dall’altra parte del vetro a pregare che l’inferno ti lasci alla mia mano, a intestardirmi con dei che non conosco.
Che oggi lo so, amo anche il tuo coma, ma più di ogni altra cosa voglio amare te.

 

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Barbara Bi

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