La prima volta che ti ho baciata

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La prima volta che ti ho baciata avevi le dita sporche d’inchiostro, il parcheggio era vuoto e nei tuoi occhi c’era pace di un inverno in ritardo.
Ho ringraziato il male e anche il bene, l’autunno che ti lasciava lì, di fronte a me, a un passo da ciò che meriti e che io non so nemmeno possedere.
Ma sai, i baci sono lente agonie strappate via all’amore, che sia giusto e sbagliato non importa, perché il bacio non è una promessa ma un tatuaggio impresso alla vita.
Ti ho baciata con il gusto dei miei errori, e la vergogna che tu non sapessi ingoiarli.
Poi la tua bocca d’improvviso sapeva di zucchero e mi ci sono perso come un bambino a cui sono perdonati i capricci.
Eri giusta, sei giusta.
Nelle tue cicatrici scabrose e i colori rossi che ti addolciscono quei tratti da strega.
Così quel bacio è stato la salvezza che ti ho rubato, mi sei sopravvissuta sulla pelle e mai avevo sentito qualcuno prendersi fiato su di me, eppure tu nutri e divori, risorgi e mi muori contro.
Ti ho guardato andare, e ho saputo lì, di aver baciato una fenice.

 

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Barbara Bi

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