Un giorno memorabile

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Quando la creatura si presentò, inizialmente la popolazione terrestre non sapeva come comportarsi.
Quell’essere, un umanoide di dimensioni colossali, li scrutava dal cielo, come se fosse interessato alle loro vite insignificanti, come se volesse proteggerli dal vuoto esterno.
‘E’ un giorno memorabile’, sentenziarono i giornali, ‘Dio esiste’.
A due settimane dalla sua comparsa i terremoti cominciarono a moltiplicarsi.
A tre settimane le calotte polari si sciolsero completamente e i mari inondarono inarrestabili le valli.
Dopo un mese la vita sulla terra era quasi interamente estinta, e il cosiddetto Dio, quella titanica entità osservatrice, non aveva mosso un dito.
Aveva ammirato la triste e rapida caduta di una civiltà e non aveva nemmeno versato una lacrima.
Due mesi dopo la morte dell’ultimo uomo sul pianeta, la terra collassò.
La solida roccia lasciò spazio alla polvere, e da essa fuoriuscì un’altra creatura, un bambino, il cui primo vagito fu ascoltato solo dal vuoto e dal gigante che, per la prima volta, accennò ad un sorriso.
Quello era davvero un giorno memorabile: Dio aveva avuto un figlio.

 

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