DOMENICO TOMBINI (cose inutilmente interessanti)

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Il famoso Buffalo Bill si chiamava, in realtà, William Cody.
Fu soldato, esploratore, cacciatore e successivamente attore e impresario teatrale.
L’appellativo di “Buffalo Bill” gli venne assegnato dopo aver vinto una gara di caccia al bisonte contro tale William Comstock, detentore in precedenza del soprannome.
Nel 1876 divenne eroe nazionale americano quando, durante un corpo a corpo con il capo indiano cheyenne Mano Gialla, gridò “Ecco il mio scalpo per Custer!”, vendicando così il generale ucciso nella famosa battaglia di Little Big Horne.
Tra il 1869 e il 1872 pare abbia ucciso la bellezza di 4.000 bisonti per fornire di carne gli operai impegnati nella costruzione di una linea ferroviaria.
Verso la fine dell’800 mise in piedi uno spettacolo che chiamò “Buffalo Bill Wild West Show” con il quale riscosse enorme successo negli Stati Uniti e in Europa.
I protagonisti della rappresentazione erano veri cowboy e indiani, tra cui il leggendario Toro Seduto.
Le imprese di Buffalo Bill divennero così famose che, tra gli anni ’20 e ’30, furono pubblicate su carta anche in Italia.
Quando, nel 1942, Mussolini affrontò in guerra gli Stati Uniti, la censura fascista calò una mano su tutto ciò che proveniva d’oltre oceano.
Per evitare ciò, l’editore Nerbini di Firenze, pubblicò la finta notizia che Buffalo Bill altro non era che un immigrato romagnolo di nome Domenico Tombini, rivelando insospettabili origini italiane del famoso cacciatore.
Lo stratagemma editoriale funzionò e permise di continuare la pubblicazione di colui che rappresentava, a tutti gli effetti, un eroe americano.

 

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Francesco Checco Satanassi

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