Alloggi estivi

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Stagni alti che sudano, l’invitante ovest gagliardo – e tremende voci da casa mi isolarono alla luna, quando il fervente derviscio agita come fuscelli i cuori – le nenie li spaventa d’amore, apre foschie dagli argini appesi come cornici al volto del bosco pieno e sensuale; le ombre della vecchia villa: – sigillarono il Male per troppo tempo mentre noi osavamo ammirare ciò che mostrava: nel cielo stesso, cobalto e nobiltà! La Notte camminava pesante molto attraente – e lo sapeva galoppavamo in molti alle sue vette; Infelici nubili dall’accento strano dal ventre piatto – il patto era: io non avrei guardato, loro ci avrebbero punito; cento volte, cento fruste sferzarono le loro carezze e gentilezze – molte

 

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Alessandro Labriola

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