Il cielo diverso

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è sempre il sapore antico della terra che si scuote e viene oltraggiata – come un manto felino il suo olezzo umido mi desta e per i geloni che immortalano le venature – e per un sole comunque in scena quest’oggi il cielo in apoteosi geme di inconsistenti carezze; il fragore di scintille – due forze congiunte, in armonia collerica il procreare tenere incredulità negli occhi: la neve incosciente e leggera un secondo manto di grazia – pelle nuova, prediletta Inizialmente l’adorai per il suo ossequioso garbo: ma il gelo che inizia bruciando s’ infranse geloso accanto ai fossi col fragore del vetro; la natura fiorì là dove ero morto.

 

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