Mistica

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Oh fiori! Oh le civette nude! nella stagione più calda; aveva già preso il sopravvento una scusa – e poiché era l’alba ne presi non più di due gocce; ma il miraggio! Tutto quanto: oh geranei infestati di orli e di volte di palchi sconvolti e di venature sottili alla luna! – giaguari voluttuosi dei parchi I cancelli di perla e le increspature bugiarde del mattino.
Tutto quanto: sapeva di fresco e puro: era bontà dei volti, e le chiese così alte! – oh viole dei pavimenti fino ai salici, oh tinture della notte complice invidiosa; ricopro il petto di meravigliose illusioni – il Desiderio è forte! la giovane assume sembianze ambigue: bella come il mondo scolpita nella carne perfetta – sul pallore del collo s’infrange la Fede.

 

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