Articoli per mese: Giugno 2014

Sì, mi è costato. Ho attraversato gli inferni prima di arrivare a te. Avevo smesso di crederci sai? Perché qualche volta capita che le spine siano
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E come mai quella faccia triste? Non è tristezza, ma stanchezza. Solo stanchezza, dovresti riposare. Solo stanchezza… Quanto è sordo il tuo
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Desiderio di spazi aperti di tramonti sul mare di brezze leggere di verdi frescure di natura incontaminata. Desiderio di un cuore limpido di uno
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Non so più se è giorno o notte. Dormo, mi sveglio, poi mi riaddormento. Sono sola col mio dolore, disperata col mio rimorso. Ho chiuso le imposte,
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Il suo corpo era snello, i fianchi stretti, il seno quasi piatto. Tutti dicevano che assomigliava a un ragazzo; mai in sua presenza, però, perché
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Nascere il giorno 13 in una casa segnata col numero civico 13 può essere una coincidenza. Ma se poi lo stesso numero si ripresenta nella tua vita in
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L’acqua tremolava appena, con quel colore ferrigno che manteneva, indipendentemente dal colore del cielo che in essa doveva pure specchiarsi. Un
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Il parcheggio. Caldo. Caldissimo. La macchina senz’aria condizionata: un inferno in cui la facoltà di pensiero pare sciogliersi come un
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Una leggera brezza prende il respiro e nella quiete dell'attimo s'infrange il desiderio. Umana purezza aleggia sul volto pulito di fanciulla: fresca
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Indietro si lasciano i sussulti di cosce ancora sudate di parole sospese tra la voce e il suo rauco silenzio. Ora dimmi lo specchio è solo
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Un urlo silenzioso, un rumore quello del mare pirandelliano d’Africa taciturno, un barcone che illumina l’acqua color blu cobalto, che lancia
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“Vorrei lasciare il bimbo in ospedale, tra qualche giorno torno in Romania, i miei non sanno niente e stanno male, la decisione è mia, soltanto
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Ho letto sul giornale londinese “The Guardian”, progressista, una notizia davvero stravagante, ma palese, che riguarda la donna … e con malizia
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Son anticonformista e me ne vanto ed odio far l’amore dentro il letto, mi piace, invece, farlo in una vasca con il cappotto e con le mani in tasca,
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Deridermi tu lo puoi scanzonata e stonata come sei, accigliata scarichi la tua rabbia invidiosa e gelosa sul mio povero cuore. diabolicamente
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Nel bozzolo confuso di emozioni sei rimasta avvolta, sofferente; avviluppata nella bava di un sogno impossibile, morivi; poi hai fatto un magnifico
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Si dispera e pesticcia il bambino il palloncino appena ricevuto in dono sfuggitogli dalle dita è volato via -di che colore era?- ancora si
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Non narciso nello specchio a volte mi miro lo spessore delle rughe alla luce misuro del ciuffo giovanile sulla fronte grigio ne è oggi quel poco che
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Come ali di albatro le braccia più non si alzano davanti allo specchio dove amor primo mi apparivi e io, sbronzo di sogni, come brace viva attizzata
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Si era innamorato di lei a parole finite, quando le sue penne erano ormai spuntate e aveva bruciato i quaderni in fondo a una cantina. Perché
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Sapevi del mare che non ho mai nuotato, della poesia persa per strada nel tramonto umido della mia strana felicità. Sapevi del profumo e del pepe
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Piccola strada tortuosa, sentieri sinuosi palesemente sconnessi. Bianche stelle del passato accolgono passi incerti. Danza segreta di battiti ignari
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L'ultimo viaggio ritorno dall’inconscio primo pensiero dedica che nasce ad ogni mio risveglio per chi ha lasciato un segno un sorriso nel mio tempo
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Ho paura paura paura In un tram scalcinato, di quelli vecchiegialli. Sto seduto col mio berretto da coach in testa, un tranquillo berretto da coach,
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“Oggi prenderò un po’ di gnocchi.” Avrebbe voluto dire qualcos’altro, ma gli vennero da dire quelle parole, quelle esatte parole, non
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Lo chiamerò Fred, perché era una sorta di imitazione di Fred Buscaglione, con l'aspirazione ad essere Clark Gable: stessi baffetti, stessa faccia
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Venendo da Firenze per andare, su per l’Appennino, verso il Passo dei Mandrioli, mi capitò di passare nelle vicinanze della Piana di Campaldino.
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Da “Non vi lascerò orfani”, passando attraverso “ Un karma pesante”, fino a quest’ultimo romanzo “L’acustica perfetta”, quello che
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Ho bevuto al calice del tuo peccato dove posare le labbra non è condanna dall’impronta avvelenata di un limite d’oro nella tua bocca, nella mia
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C'era un giorno in cui i nostri nomi restavano sospesi come fanno le promesse, le sentivo tra le dita, le sentivi nel fiato. C'era il giorno
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