Pablo e Felipe

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– Complimenti Pablo, è stato un successo.
– disse il regista – Ma non avevo dubbi! – Lo so: sono il migliore…eccetera, eccetera – replicò Pablo, con noia.
Il famoso tenore Pablo Encontras aveva appena concluso tra gli applausi l’opera che preferiva, la Carmen: le repliche avevano registrato il tutto esaurito.
A soli quarant’anni era all’apice di una carriera folgorante.
Però… – Si può sapere che hai? – chiese il regista.
– Successo, una villa e una bella moglie.
Cosa volere di più dalla vita? Non mi basta più, non so cosa sia.
Non era un’ossessione: non sapeva definirla.
O temeva di farlo? Una mattina, sfogliando la cronaca rosa, lesse di un litigio tra due gay e si appassionò alla vicenda.
Si sorprese appassionato per i dettagli di notizie che aveva sempre considerato spazzatura.
– Non mi sono stancato di mia moglie – esclamò ridendo – Sono stanco delle donne! Presa coscienza di ciò si guardò allo specchio e sorrise malizioso.
– Non ho un fisico da macho, – disse – ma neanche sono il prototipo della checca.
Era un volto noto e non poteva rimorchiare nei bassifondi o tuffarsi in una chat.
Comunque era determinato a cambiare vita, o meglio una parte di questa, per sentirsi di nuovo appagato sentimentalmente.
O anche solo sessualmente, perché no? L’occasione gliela diede, una sera qualunque, l’ennesimo cocktail dell’alta società in compagnia della moglie.
– Hai saputo di Ernesto? – gracchiò un attempato omosessuale – Ha trovato l’uccello del paradiso! – Che dici, sciocco – chiese una giovane – non si era ‘ritirato’a vita monastica? – Sembra che i monaci lo annoiassero; ora frequenta ‘La Playa’ e sembra se la spassi con dei ragazzoni.
L’evidente curiosità di Pablo fece allontanare la coppia, ma ormai sapeva quello che gli serviva.
Con una scusa lasciò Miranda alla festa e, con un taxi, si recò al locale.
Una volta entrato rimase colpito dall’ambiente.
– Cosa mi aspettavo, – disse fra sé – i ‘Village People’ con delle Drag Queen? In un ambiente elegante stavano single e coppie variamente assortite; il tutto in un atmosfera condita da smooth jazz e luci basse.
– Il Signore desidera? – chiese una cameriera che indossava un abito di cinquanta centimetri quadrati.
– Sono un amico di Ernesto – mentì Pablo – cercavo una persona.
La cameriera sorrise e lo fece accomodare a un tavolo, prendendo la sua ordinazione.
– Disturbo? – chiese un uomo sui trent’anni – Aspetta qualcuno o posso sedermi? Io sono Felipe.
Pablo si trattenne dal rispondere “Tu vai benissimo, tesoro!” e lo accolse con un sorriso.
– Ernesto, un caro amico – disse Pablo, cercando di immaginare che faccia avesse il tipo che usava come aggancio – mi ha detto che qui un uomo può passare una bella serata.
– Anche una donna – rispose Felipe – ma a ‘La Playa’ ci si incontra soltanto.
Per il dopo… Pablo pregustò di passare il resto della serata con Felipe: alto, robusto, ma con lineamenti eleganti.
Nulla di volgare, solo feromoni.
Arrossì al pensiero di ben altri attributi.
Felipe guidò l’auto sportiva verso la villa di Pablo; solo in un’occasione questi gli sfiorò la coscia, cambiando le marce.
Pablo entrò in casa preda di un’agitazione sospesa, sicuro che la moglie fosse già sprofondata nel suo sonno chimico; in un letto che ormai non sentiva altri suoni che i respiri notturni.
– Accomodati pure in salotto, – disse Pablo – prendo qualcosa da bere.
Non voleva alcoolici, ma cercava un pretesto per prendere una ‘pillola blu’: non poteva permettersi figuracce, anche se, pensò, non aveva chiarito i ruoli! Preso dalla foga non vide, in salotto, il mazzo di rose rosse freschissime, con un biglietto.
Scese nella cantina, sotto la camera da letto, e cercò tra le bottiglie.
Un tonfo sordo lo scosse: si voltò e vide che la porta della cantina si era chiusa.
C’era una serratura a scatto e non si apriva dall’interno: la tempestò di pugni e gridò, ma non ottenne risposta.
Dopo un periodo di silenzio iniziò a udire dei suoni indistinti, come dei mugolii; realizzò presto che erano grida di piacere di Miranda.
Durarono ore: un sottofondo indesiderato.
Pablo stappò una bottiglia di champagne e la gustò con calma; brindò silenzioso all’occasione che lui aveva perso, ma che qualcun altro aveva colto al volo.
La mattina fu svegliato dalla domestica.
– Buongiorno signore, che fa qui? Sua moglie l’ha cercata fino ad ora; non ho capito il senso della frase, ma ha detto che voleva ringraziarla dello splendido e inaspettato regalo di compleanno.

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