AI SENTIMENTI SI OBBEDISCE, NON SI COMANDA

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“Il turno all’ospedale quella notte fu molto impegnativo e faticoso.
Avevo solo voglia di riposo.
Tornando a casa, vidi sulla porta, un giovane e una giovane abbracciati, che in preda ad una crisi d’astinenza, cercavano l’un l’altro di aiutarsi.
Mi dissero, con tono di preghiera: ‘Signora, faccia subito qualcosa, non siamo delinquenti, per favore !’ Avevo una terribile paura, ma, poi, guardando bene la ragazza, m’accorsi ch’era figlia d’un collega.
Li feci accomodare nello studio, telefonai al padre all’ospedale e, mentre, lo attendevo, praticavo le prime cure, col tormento in cuore.
Mezz’ora dopo, apparve sulla porta, il dottor Santi, … eravamo amanti ! Per colpa d’uno stupido litigio ci dividemmo pieni di rimpianti.
Entrò, guardò la figlia con stupore, fissò, in modo strano il suo compagno e, sotto una terribile emozione, proruppe in pianto e m’abbracciò con forza.
Sentii in quella stretta disperata l’amore soffocato dall’orgoglio.
Compresi ch’era giunta l’occasione, per dare, con più affetto e più passione, un seguito … alla nostra relazione !!!”.
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