Je suis Pecco

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Sono stato uomo di dialogo e di frontiera, personaggio scomodo di giorno e di sera, profeta e matto, surreale e con buon senso, sono stato Gesù e Giuda, amaro e melenso.
Sono stato tutto e niente, lucente e oscuro, dritto e rovescio, irremovibile e poi insicuro, sono stato una coperta troppo lunga o corta: a digiuno e con in bocca una fetta di torta.
Sono stato banale e assieme straordinario, monocorde e multiforme, coerente e vario, sono stato il solo a non essersi mai arreso ed ero già al riparo quando mi hanno preso.
E ora in una prigione che si spaccia per vita sorrido ma nell’animo ho una pena infinita: la paura di non poter mai più vedere la vetta, la volontà di riemergere, facendolo in fretta.

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