Omicidio al college

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Ore 02.50.
California, stazione di Polizia, sezione scientifica: obitorio.
La Dottoressa Annie East era in piedi accanto al tavolo di dissezionamento, impegnata nello studio dell’anatomia umana su uno dei tanti ‘pazienti’ che arrivavano ogni settimana, in compagnia del suo nuovo assistente e di una decina di novelli medici legali.
– Come potete vedere, la causa del decesso di questo ragazzo è stata la ferita da arma da fuoco, con proiettile di 9mm finito dritto alla valvola mitralica del miocardio…- Disse la Dottoressa estraendo dal cadavere il proiettile, con l’aiuto di un paio di pinze.
– Mi scusi signorina East, ma come facciamo a sapere che è stato il proiettile ad uccidere la vittima anziché il foro causato da un oggetto contundente, presente su una delle tempie?- Chiese curioso uno degli studenti, sporgendosi verso il tavolo.
Annie sorrise.
– Vuoi provare tu a dare una risposta al nostro curioso amico, caro Matt?- Chiese la Dottoressa al suo assistente.
Quest’ultimo, quasi colto d’improvviso, rispose timidamente.
– C…certo!! Beh, da una prima analisi sembrerebbe difficile riuscire a capire la causa della morte, ma se guardiamo attentamente il foro presente sul petto e quello sulla tempia, si nota benissimo che quest’ultima ha le tipiche lacerazioni da taglio post mortem: senza lividi né sangue….- Rispose tutto d’un fiato il ragazzo, schiarendosi la voce.
– Molto, molto bene… Ora vi è tutto chiaro ragazzi?- Disse la Dottoressa sorridendo – Bisogna saper interpretare quello che loro ci dicono…- Continuò, indicando il corpo dell’uomo.
– Ma… come fanno a comunicare con noi se… sono deceduti?- Chiese una degli studenti.
– E’ questo il punto: loro sono defunti, è vero, ma sono sempre vittime di un omicidio… e l’assassino, anche se involontariamente, lascia sempre una minima traccia sui loro corpi… come futuri medici legali dovete ricordarlo sempre tutte le volte che vi trovate faccia a faccia con loro… perché è attraverso di noi che gli indizi parlano…- Disse quasi amareggiata, mentre il cellulare iniziò a squillare.
– Forse sarebbe meglio rispondere…- Suggerì Matt, mentre la Dottoressa si avviò verso il ricevitore telefonico.
– E’ Annie East che parla… sì… va bene… e dove?….Arrivo subito…- Disse riattaccando.- Cari ragazzi, la lezione finisce qui…Io ed il Dottor Matt Smith vi dobbiamo lasciare: abbiamo del lavoro da sbrigare… quindi conto su di voi per la prossima settimana…- – E cosa ne facciamo noi di questo qua?- Chiese uno degli studenti.
La dottoressa quasi scocciata ed impreparata ad emergenze come questa non badò, in un primo momento, ai suoi allievi.
– Fate quello che faccio io tutte le volte: copritelo e mettetelo in una delle cellette… Lo sapete fare, vero?- Disse allontanandosi.
Ore 03.42.
Trinity College, Palos Verde, California.
– Buona sera Dottoressa…- -‘Sera Detective Braff- Disse Annie, una volta entrata nella camera del collegio: la scena del crimine.
– Allora che cosa abbiamo?- – Si chiamava Karen Gladies, diciasettenne e studentessa del primo anno al college… E’ stata ritrovata dalla sua compagna di stanza, Holly Hunt.- Disse indicando quest’ultima, terrorizzata ed in compagnia di uno psicologo affibbiatole dalla polizia.
Annie la guardò, dopodiché si avvicinò al corpo senza vita, steso sul pavimento.
– Mi auguro che non l’abbia toccata nessuno…- – No Dottoressa: ho dato precisi ordini…- – Bene… allora, cosa glie ne pare??- Chiese al detective infilandosi i guanti in lattice.
– Beh… così, su due piedi, direi che si sia tolta la vita o che sia morta per infarto… ovviamente causato dall’assunzione di sostanze stupefacenti…- Annie si chinò verso la vittima ed iniziò ad esaminarne tutti i particolari presenti sul corpo.
– Caro signor Braff, ha quasi fatto centro: Karen è morta per overdose… Guardi i lati delle labbra… presentano un colore violaceo dovuto all’avvelenamento… e lo stesso colore è simile a quello presente sulla lingua…- Disse Annie dilatando la bocca della vittima – E come spiega le ferite presenti sulla testa?- Chiese curioso il detective.
– Semplice: la vittima per qualche motivo è caduta in avanti, sbattendo la testa contro qualcosa che le ha causato questo taglio all’osso frontale, all’altezza della glabella…- Disse Annie tamponando leggermente il dito contro la fronte fredda.
– Magari è andata a sbattere contro lo specchio del bagno- Intervenne Matt indicando la stanza appena citata.- il vetro dello specchio presenta danni di una collisione di qualcosa di duro e tondeggiante…- -…Come la fronte della vittima…- Aggiunse Braff.
Matt si chinò verso il corpo.
– Se permettete dottoressa…- Disse estraendo un piccolo oggetto vetroso.- Infatti, ecco spiegata la presenza di questa scheggia di vetro, appartenente allo specchio.- – Eccellente… davvero un buon lavoro…- Disse la donna sorridendo.
– Dunque il vero teatro di questo suicidio è il bagno..- Disse il detective.
– Oppure può essere la nostra scena del delitto…- – E come mai ne è così sicura?- Annie inclinò la testa della vittima verso sinistra – Come giustificherebbe, allora, la presenza di questo grande ematoma sull’osso interparietale? Di certo è impossibile che se lo sia fatto da sola… anche perché se guardate attentamente qui sotto, verso la cresta occipitale esterna c’è anche un piccolo solco con una piccolissima emorragia…- – Provocata dalla possibile arma del delitto…- Aggiunse Matt – Abbiamo anche trovato degli oggetti che si trovavano vicino alla vittima: un Walkman, una bottiglia di acqua, una bottiglia di gin…- Disse Braff facendo vedere ai due medici gli oggetti imbustati.
– E quella cos’è?- Chiese Annie indicando una piccola confezione sigillata nel sacchetto.
Il detective aggrottò le sopracciglia.
– Oh, questa è una confezione di medicinali, trovate nel cestino del bagno… penso che appartenga alla vittima..- Disse porgendo il sacchetto sotto l’occhio attento della signorina East, che si mise a leggerlo.
-…..’Surocaina’…..E’ un medicinale legale, usato per la cura dei problemi orali, come la tonsillite…..
Sa se la vittima soffriva di questi problemi?- Chiese Matt al detective che scosse la testa.
– Sarà una lunga nottata…- Commentò Annie – Come mai la pensa così?- Chiese l’assistente – Perché sul tappo della confezione c’è l’impronta di un rossetto, diverso da quello della vittima… probabilmente può essere dell’assassino..- Il detective emise un lungo sospiro.
– C’è ancora una cosa che non mi è chiara: se la vittima è stata aggredita in bagno, che cosa ci fa il suo corpo a due metri di distanza dalla scena del delitto? E se dovessimo considerare il fatto che si è mossa da sola, come mai per terra non ci sono macchie più grandi e visibili?- – Semplice… basta vedere com’è vestita la vittima: infatti, se, non lo avete notato, porta dei vestiti da festa e sopra, il che è strano, veste un accappatoio… non vi sembra strano?- Disse la dottoressa – Magari l’assassino ha approfittato della presenza dell’indumento per usarlo come aiuto per trasportare il corpo della vittima verso una via di fuga… come, per esempio, una finestra…- Disse Matt – Bene… forse ci stiamo avvicinando alla soluzione del caso… allora, Matt ed io andremo a dissezionare il corpo all’obitorio…- – Mentre io andrò a cercare tutti i possibili testimoni che hanno visto Karen viva per l’ultima volta…- Disse il detective uscendo dalla camera.- Buona fortuna…- – Grazie….
Ne avremmo bisogno!- Disse Annie sospirando.
Ore 06.45.
Stazione di polizia – Detective Braff…..- Disse Annie avvicinandosi all’uomo segnato dalla stanchezza.
– Dottoressa East… mi auguro che la notte le abbia portato fortuna quanto ne ha portata a me…- – Penso che un’attenta analisi fatta in laboratorio sia stata utile per il caso…- Disse la donna.- Ho anche avuto tempo di esaminare le foto fatte dalla scientifica, sul luogo del delitto….Ho notato la presenza di un’impronta parziale su una delle testate del letto… ovviamente appartengono all’assassino…- – Bene, perché anche io mi sono dato da fare con i testimoni e sulla mia lista compaiono cinque nomi: Sandy Fisher, la sua migliore amica; Molly Hunt, la sua compagna di camera; Joe May, uno dei suoi tanti amici che, ultimamente, aveva molto da lavorare….
Come pusher che, indovina un po’, aveva come cliente anche Karen; Billy Ostins, il suo fidanzato ed Eddy Carter, il fidanzato della migliore amica…- – Molto bene… così il cerchio si stringe….- – Comunque Joe lo sbattiamo dentro per spaccio di droga…- – Già, ma non penso che sia stato lui….- – Lo so…gira voce che Karen fosse una dei suoi fedeli clienti, quindi che senso avrebbe uccidere una che ti paga bene per pochi grammi in più di…- -…Di surocaina…… – La medicina?- – Esatto… E’ stata la surocaina ad uccidere Karen….
La vittima ha preso la medicina, che ha anche parti della cocaina, mischiata ad acqua e…- – Fammi indovinare…e gin?- – Già….
Ho trovato tracce di distillato…ha ingerito un cocktail micidiale e, per mia fortuna, la vittima non lo ha digerito, cosicché io sono riuscita ad estrarre le componenti del veleno dal suo stomaco…- – Bleah, voi medici siete così disgustosi…- Disse il detective – Invece di commentare il mio lavoro, cosa mi puoi dire dei sospettati, oltre a quello che so già?….- -Mmm….Dunque…in questo ultimo periodo la vittima aveva delle piccole divergenze con il fidanzato e la stessa cosa succedeva con Eddy Carter e Sandy Fisher….- – E per quanto riguarda Molly?- -A quanto pare non parla più con nessuno: il fatto di aver scoperto il cadavere di un’amica l’ha scossa molto: escluderei anche lei dalla lista…- Disse il detective avviandosi con Annie nella sala interrogatorio.
– Stanotte mi sono fatta inviare dalla scuola dei campioni di DNA dei sospettati….- – E per farci cosa? Non vedo come….- – Braff, ho scoperto che Karen Gladies aspettava da tre mesi un bambino….- Disse Annie trattenendo il detective.
– Un bambino? Questo sì che complica le cose….- -…Ed il padre non è Billy Ostins…- – E chi diavolo è?…Non dirmi che si tratta di..- – Sì, Eddy Carter è il padre del bambino…- Ore 07.30 – Le ripeto che sono innocente!! Io non ho ucciso Karen!!- Urlò Eddy, mentre veniva accompagnato da due agenti verso la prigione.
– Che diavolo succede qui?- Chiese Annie a Braff, assistendo alla scena.
– Abbiamo trovato l’assassino…Eddy ha confessato di aver avuto una relazione con Karen e Billy e Sandy hanno dichiarato di non aver visto la vittima dopo le 20.00- – Spero che non abbia detto niente del bambino…- – Assolutamente no….- Disse il detective.
– Posso parlare un attimo con i due ragazzi? Mi sembrano molto scossi….- – Certamente… Posso rendermi partecipe?- – Ma certamente….- Ore 08.10 – Ragazzi, mi dispiace tantissimo per Karen …- Disse Annie sedendosi di fronte a loro.
-Non riesco ancora a crederci… la mia Karen… non c’è più…- Pianse Billy, tenendo tra le mani una foto della sua amata.
– Io non so come sia potuto succedere….
Era così solare… e tutti la consideravano speciale… non so come riuscirò a continuare gli studi senza il suo aiuto… E poi non riesco a credere che Eddy abbia potuto fare una cosa del genere!- Disse Sandy asciugandosi le lacrime e tirando fuori uno specchietto.
Annie iniziò a guardarla, finché la ragazza si accorse che era al centro della sua attenzione.
– C’è per caso qualche problema?- Chiese turbata.
– Oh, scusami… è che il mio lavoro di dottoressa mi influenza troppo la vita: ormai quando vedo qualcosa di interessante, mi metto a fissarla….
Come il tuo rossetto, ad esempio… ha un bel colore…- – Grazie…- Rispose Sandy.
– Il tuo rossetto mi piace tanto come la mia passione per l’hockey…- Disse Annie sorridendo.
– Anche a me piace l’Hockey…faccio parte della squadra del college… a Karen piaceva tanto l’hockey…- Singhiozzò Billy.
– Davvero giochi a hockey?- Chiese Annie stupita.-…Posso vedere i tuoi pattini? Sai, voglio comprarmene un paio anch’io…- Disse mentre Billy aprì il borsone, dando alla donna i pattini.
Annie sorrise – Sono proprio belli… Ma non penso che ti serviranno più..- Disse spruzzando una sostanza trasparente sulle lame.
– Ma cosa sta facendo?? E’ impazzita??- Disse Billy diventando isterico.
– Braff, spenga le luci…- Disse Annie, mentre quest’ultimo spense le luci.
La lama del pattino destro si illuminò di una sostanza violacea.- Vedi Billy, queste macchie presenti sul tuo pattino sono le tracce del sangue di Karen… Dì la verità: quella sera dopo gli allenamenti sei andato da Karen, hai litigato con lei e quando lei ti ha voltato le spalle, tu l’hai colpita… con il pattino destro, per la precisione…- – Sei un mostro!!- Urlò Sandy disperata.
Billy si guardò intorno, poi portò il volto sulle mani.
– Io amavo Karen… non lo avrei mai fatto se non mi avesse lasciato per quello stupido di Eddy….
Non Volevo ammazzarla!!! Disse piangendo disperatamente.
Annie lo guardò e fece riaccendere le luci – Infatti non l’hai uccisa… la tua colpa è stata solo quella di essere stato un codardo e di non aver affrontato la cosa senza ricorrere alla violenza… E’ ovvio pensare che quando hai visto Karen per terra, in bagno, ti sei fatto prendere dalla paura e sei scappato via… Non hai scuse per quello che hai fatto….
Ma almeno tu non hai reagito in modo spietato….
Vero Sandy??- La ragazza si bloccò di colpo – Come, scusi?- Chiese non riuscendo a capire.
– Non mi segui? Strano, perché penso proprio che Karen abbia visto come ultimo, il tuo volto…- – Insinua per caso che l’abbia uccisa io?- – Le prove dicono questo…- – Ma è ridicolo!!- Urlò Sandy iniziando a tossire fortemente.
– Hai mai avuto la tonsillite?- Chiese Annie.
– Non vedo cosa possa centrare la mia salute con l’omicidio di Karen…- -Beh, centra, visto che Karen non ha mai avuto problemi di questo genere… Tu invece sì… e mi risulta che usi spesso un medicinale….
Un composto di surocaina….Lo stesso trovato sulla scena del delitto, con le impronte della tua bocca, con il tuo rossetto: ne hai usato una dose eccessiva, mescolata al gin, ma camuffando il tutto nella bottiglia di acqua….Ecco come la vedo: dopo aver visto il tuo ragazzo uscire dalla camera di Karen, volevi entrare e sistemare i conti, ma sei stata preceduta da Billy, che involontariamente, ti ha facilitato il compito.
Sei entrata in camera, mentre Karen rinveniva, allora hai finto di darle una mano facendole bere quel cocktail, ovviamente sperando che quella sera la tua amica avesse preso una delle pasticche di Joe, così Karen ha avuto uno shock tossico, ed è morta sul colpo…..
poi tu l’hai avvolta con l’asciugamano, in modo da spostare ed occultare le prove, dopodiché hai sentito i passi di Molly, che si stava avvicinando, e così sei scappata…..
Ho indovinato?- Sandy si rabbuiò ed il suo volto divenne diabolico – Quella stupida se lo meritava: voleva rubarmi il ragazzo…..
la odierò per questo!!! E per essere sincera, non mi pento per nulla!!- – Comunque l’ergastolo non te lo toglie nessuno….
E’ questo quello che ti meriti, mentre il tuo Eddy sarà libero di continuare la sua vita…..
penso che tutto si sia concluso e che ora sarebbe meglio liberare l’innocente, vero Braff?- – Infatti… La ringrazio per l’aiuto dottoressa… ora la lascio al suo lavoro….- Disse il detective sorridendo, mentre i poliziotti ammanettavano e portavano via i due colpevoli.
– Ma quale lavoro?? Da adesso in poi mi prenderò tre giorni di ferie!! Non posso sempre pensare al lavoro, ho anche una vita privata!… e poi ora ho un solo pensiero…- – E quale??- – Quello di riposarmi e dedicarmi più a me stessa!! Buona giornata, detective Braff!!

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