Il professionista

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La sveglia aveva suonato alle sette in punto.
Calogero Cuffiano si era immediatamente alzato e, dopo essersi lavato la faccia con l’acqua fredda, era entrato in cucina per prepararsi la prima colazione: thè verde zuccherato con fruttosio e fette biscottate sulle quali spalmava marmellata in abbondanza evitando accuratamente di usare il burro perchè temeva un innalzamento dei valori del colesterolo.
Aveva quarantacinque anni e da dieci, da quando si era separato dalla moglie, viveva solo.
Dopo pochi mesi si era abituato alla solitudine e ora per nulla al mondo sarebbe tornato a dividere la sua abitazione con una donna, anche se aveva avuto diverse soddisfacenti relazioni.
Terminata la colazione, dopo aver fatto ordine in cucina, aveva preso la valigetta con gli strumenti di lavoro, l’aveva aperta e controllato che non mancasse nulla.
Tutti i pezzi erano al loro posto, proprio come li aveva sistemati il giorno prima.
Era entrato in camera da letto e, dopo aver sistemato lenzuola e coperte, si era vestito per uscire.
Aveva scelto abiti che gli consentissero di muoversi liberamente e comode scarpe sportive con il fondo in gomma.
Quando aveva un lavoro da svolgere curava tutti i dettagli e, grazie a questo, non aveva mai fallito un obiettivo e nell’ambiente era conosciuto come “Il prof”, abbreviazione non di professore, ma di professionista.
Prima di accettare un incarico assumeva più informazioni possibili sulla vittima e sul luogo dove avrebbe dovuto agire e, solamente dopo aver attentamente valutato ogni possibile variante, decideva cosa fare.
Una volta presa la decisione di procedere, comunicava a chi lo aveva ingaggiato l’ammontare richiesto (non trattabile) e definiva verbalmente tutti i termini dell’accordo.
Il lavoro di quel giorno non presentava difficoltà particolari, anzi era decisamente semplice.
Nonostante questo “Il prof” non aveva mutato nulla del suo modo di agire.
Era giunto sul posto con oltre un’ora di anticipo e, dopo aver parcheggiato l’auto, si era sistemato nel punto che aveva scelto alcuni giorni prima quando aveva ispezionato il luogo.
La siepe dietro la quale si era nascosto era a circa cento metri dal punto nel quale si sarebbe trovato l’obiettivo quando lui sarebbe entrato in azione.
Aveva appoggiato a terra la valigetta, l’aveva aperta e, con estrema cura, aveva iniziato a montare l’attrezzatura.
Dopo aver scostato alcuni rametti della siepe per poter vedere oltre, aveva provveduto a mettere a fuoco il mirino, cosa che aveva richiesto pochi secondi.
Aveva controllato diverse volte che la visuale fosse perfetta, poi, dopo aver guardato l’orologio, si era acceso una sigaretta.
Circa un minuto prima dell’ora prefissata era giunta un’auto sportiva che si era fermata a pochi metri dal punto dove si sarebbe dovuta trovare la vittima nel momento in cui lui avrebbe agito.
Era scesa una donna vestita elegantemente e di una bellezza abbagliante.
La donna si era guardata in giro come fa chi sta aspettando qualcuno.
Pochi secondi dopo un’auto di grossa cilindrata aveva parcheggiato vicino alla bella signora ed era sceso un uomo che “Il prof” aveva riconosciuto immediatamente come il suo obiettivo.
Lo aveva immediatamente inquadrato col mirino, pronto a cogliere il momento per far entrare in azione il dito indice.
Dopo diversi secondi di baci e abbracci, durante i quali la donna faceva da scudo, finalmente i due si erano scostati, sia pure di poco.
Calogero aveva esercitato la giusta pressione per due volte col suo dito e, poco dopo, osservava soddisfatto l’esito: ancora una volta centro perfetto.
Con calma aveva smontato e riposto nella valigetta tutta la strumentazione e si era diretto con calma all’auto.
Era salito sulla vettura senza essere notato ed era partito, diretto all’abitazione di chi lo aveva ingaggiato per incassare quanto pattuito.
Si era fermato di fronte al cancello di una bella villa e aveva suonato il campanello.
Gli era stato aperto immediatamente ed una elegante signora lo aveva invitato ad entrare.
“Ha portato a termine l’incarico che le ho affidato?” aveva chiesto senza indugi la signora.
“Certo signora.” “Ha portato le prove?” Calogero, dopo aver aperto la valigetta, aveva preso la macchina fotografica e mostrato il display alla donna.
“Ottimo lavoro.
Con queste due foto mio marito è fregato.
Troppo tardi ho scoperto che mi ha sposata solamente per spassarsela con i miei soldi ma, senza prove di un suo tradimento, per divorziare avrei dovuto passargli ingenti alimenti.
Grazie al suo aiuto ora mi posso liberare di lui senza alcun problema.
Mi dia la fattura e le faccio subito l’assegno per saldarla.” Soddisfatto “Il prof” aveva consegnato la scheda contenente le foto, quindi lasciato l’abitazione della donna per rincasare.
Lo attendevano tre giorni di riposto prima di partire per un’isola greca dove doveva fare un servizio, su incarico di una nota rivista di gossip, sul cantante del momento che si trovava in vacanza con la sua nuova fiamma.

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Andrea Menegon Tasselli

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