sete di giustizia

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L’anima naufraga, dai mari velati d’umori confusi fra isole d’arte, trova riparo.
Dall’inquieto andare fra carcasse d’ombra e parole alla rinfusa, urlate senza dire e morte nel giorno di luce, fugge via.
Sorpresa nella notte! La voce sale, fra equi sentieri e legittimi presentimenti, scioglie alla luna, l’onestà di un canto.
La fonte della felicità, da sollievo alla sete di giustizia.

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