Il baro

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Ho l’anima intersecata all’immenso cielo! Spaurita si dissolve fino a perdersi del tutto.
Il mare mi penetra gli occhi! E l’alta marea rattoppa buchi nello spirito che rievocano caverne.
Mi nutro di inaffidabili sorrisi per poi vomitarli su puerili complimenti bucolici.
In questo modo io concimo il mio giardino divenuto inaccessibile e solitario.
Qui appendo le mie virtù.
A rami generosi di alberi spregiudicati.
Solo così assimilo lo scalpitio impaziente dei numerosi giocatori d’azzardo! E sullo scoglio della mia dipartita dichiaro senza pudore che sono io la regina del baro! © SEBINA PINTALDI

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sebina pintaldi

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