sms mai spediti

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Sms mai spediti di Paolo Cutrì A volte sembra tutto contrario anche il firmamento d’ estate appare diverso, per chi guarda e osserva, poi il senso delle cose muta osservandole tutte al contrario.
Profumi espandi ancella silenziosa, muta l’ emozione vivace la sensazione rende… Favola rapita e quasi in eclissi disperde, ove il sole riscalda il corpo: lì vive.
C’ è il pensiero etereo e di cielo … Così sereno, fiero, nobile, sguaino la spada e vincente libero da me la vera essenza lasciando dietro un firmamento.
Allora un giorno abbandonerò tutto anche questo sepolcro che mutila l’ anima.
D’ angelo i panni, dimessi e tronche le ali, il mare la mia casa, il sole il mio calore.
Sarò mai un angelo? Avrò mai le ali e padrone del mio silenzio? Forse no, ma la forza per vivere l’ avrò! Mai più catene mi tratterranno da quel volo senza fiato … Coperto con un manto di silenzio il conflitto che ci lega, vita! Quale cura a tale male? La lunga guerra attenua la sconfitta, poserò l’elmo, al nemico più fragile… Semmai avrò un sogno o un desiderio reali, proverò a renderli vivi e inalienabili, ma vorrei non ricordare il triste abbraccio della morte.
La solitudine e la ricerca della perfezione… Infondo siamo solo angeli in catene, ladri di professione, figli del silenzio… Le pieghe di una camicia stirata….
Il cielo è limpido a sprazzi dopo la pioggia, e le stelle, incatenate nell’orbita, creano costellazioni, e io, da questa stanza, mi rendo conto di essere nulla.
Mi chiedo dove finisce la notte e il punto che ricuce il giorno a 10000 metri d’ altezza, dove il pensiero percepisce il volo delle aquile e i venti agitano passioni.
Bisogna saper essere un uomo di casa, un uomo d’affari, un uomo dinamico, un uomo solitario, un uomo che sa ridere e sa commuoversi, un uomo attento e che ama ogni giorno come l’ultimo.
Giungono da lontano le voci dei silenzi, le palpebre lente cadono sulla notte, ogni notte qualche amore nasce o finisce, ma capisco che la luce vibra dove manca pace.
Grazie musa, grazie perché mi ispiri, grazie perché mi dai l’essenza per macchiare di versi d’amore i miei bianchi, grazie musa.
Grazie Dio perché mi illumini e mi dai un angelo.
Il mio animo chissà da quanto è in viaggio, chissà se vincerà o perirà trafitto? Spero di no… Non in questo corpo.
Sto attraversando solo un sentiero, il passo del silenzio si chiama; si dice che sia tortuoso il cammino, lo affronterò con la forza di sempre… Ad occhi aperti… Sento il tuo odore sul volto; le tue mani e i tuoi respiri; il tuo calore.
Ogni elemento vitale mi porta a te, splendente, senza lasciare mai un pensiero…Principessa.
Come un ramo silenzioso taccio… Teso malapena al cielo… Foglia nel sole… Tremo… D’amore.
La favola decresce da un vertice alto si flette in un basso altalenante sospiro, verso una bianca sortita di madidi ricordi che limano, in poco di più di un mese, un falso piacere ad un falso volersi bene.
E poi i tuoi pensieri non sono più per me e il tuo corpo non più caldo, come in quell’ addio.
Un saluto come di rimbalzo, ti organizzi per la tua gioia e lasci dietro te solo quello che non serve più.
Però giunge lei ad ammaliare il mio sguardo, a rendere quel fuoco che non arde, ma lento si propaga per il corpo.
Quando non ti vedrò più? Forse quando avrò goduto di un amore.
Se ti sto vicino sento di volere ancora di più starti vicino, quasi possederti in un abbraccio, e rendere a me l’ uomo che sono e a te quella che sei, donna, donna da amare e curare… Non è di perderti la mia paura, è di non poterti più amare, di non essere più puro fra i tuoi sapori, ma resta di te questo mio silenziare nascosto, nelle pieghe scolorite di un pomeriggio carico di ricordi.
La musica mista a queste parole consola la lontana tua presenza, e mi rimane un dubbio, di essere solo un corpo che striscia nelle tue lenzuola e ti rende sazia.
Non sono triste, sto solo cambiando pelle, sto solo rivedendo il film che in poco più di un mese abbiamo girato, come attori senza copione, figli di un tempo troppo leggero e in fiore… Vanno … Come le rapide leviganti acque sulle rocce lisce… Al mare.
La strada che mi porta via, conduce alla via maestra.
Viene la sera con le sue luci smorzate, passa un calore sulle membra infuocate, grida da dentro un silenzio velato… Se non ti avessi ti avrei cercata… Benvenuta.
Armonia cos’è? È dividere lo spazio attorno senza ricercare infondo alcun cavillo.
A volte penso che potresti fuggire da me senza ritorno, quel giorno sarò fuggito anch’io senza ritorno.
Quando giunge la notte, il richiamo del vento sbatte alle porte, socchiusi i pensieri li leva il silenzio, una voce però s’ode lontano, mi parla di te che dormi piano… Credo che tutto intorno danza e vive, come danza e vive chi gioisce e recepisce le emozioni che dona la vita.
Certe volte non trattengo la furia e divento un mare in burrasca, ma tu, dolce come sei, plachi l’ira e rassereni l’onda… Gelida la stanza e gelide le lenzuola, dolce il ricordo del tuo calore, prova a stringermi, tu sei fra le mie braccia.
Buonanotte.
A volte vorrei che il nostro cielo non fosse così distante dalle nostre teste, e queste più vicine sotto lo stesso tetto.
Vorrei che fossi qui seduta sul letto vestita della tua sola pelle, mentre una musica dolcemente ci induce al ballo … Nudi dei nostri pensieri.
Morfeo mi sta rubando gli occhi, il mio pensiero no: è il tuo.
Buonanotte principessa.
Vorrei capire chi ruba i sogni.
E chi, pur sognando nega.
Cercherò di rubare i sogni dai ladri e li adagerò su chi non sogna o teme la verità.
È bello il giorno perché la sua luce dona la vita.
La sera però conduce la pace.
La notte rende vibrante le redini a Morfeo, e tutto vive.
Venere è della bellezza la dea, Marte della guerra, Diana della caccia.
Nel mio sogno vivono in simbiosi e tu li racchiudi nell’animo, come me! Le catene ai detenuti.
Che cos’è chiarezza? In questo cielo, forse timore? Quando perde l’acqua, il sole, le cure, il fiore cade su sé ed appassisce.
Ma se lo coglierai prima, non morirà invano.
Godi fanciulla beata dei dolci sospiri.
Godi beata dei duri seni.
Godi figliola delle tue voglie, affinché non giunga tristezza a rendere cupo il tuo sorriso.
Spesso il ladro ruba perché gli manca qualcosa, qualcosa legata alla sfera emozionale, io ho imparato a rubare alla vita piccole cose che dentro stringono infinite emozioni.
Ubi cogitationes sunt, quis mei voluptatis fur fruetur? Per mille loca et silentia peregrinatus sum, ut vocem qui querat, quam mihi potest vehementem atque insolitam reddere pacem atque quiescere.
TRADUZIONE Dove sono i pensieri, chi, ladro, fruisce dei miei desideri? Attraverso mille luoghi e silenzi ho viaggiato, come chi cerca la voce, che a me veemente e insolita rende pace e tace.
Spesso stare in silenzio non significa tacere, bensì capire che senza voce tutto è più intuitivo, e così dare vita a quel mondo che vegeta e che con poco potrebbe balenare al soffio di un pensiero.
Due facce si guardano.
Due persone tacciono.
Due persone si rincorrono.
Prova per un momento a guardare con gli occhi chiusi, a sospirare una parola, e a smettere di correre.
Fingo… Arte maestra e voglia sospesa delle vanità e del sospiro… Ultimo desio: verità.
L’aria, questa brezza clandestina mi rapisce… Esule torre ormai in cuore alla tempesta.
Ho colto un fiore e poco è vissuto… Ero fiore, ora colto, cerco la terra e le mani che mi hanno colto… Mi detesto… Mi distruggo… Mi martello… E poi a cosa serve? Forse a comporre le poesie più belle… Il mare immensamente sbatte sulla riva e i tuoi occhi mi seguono al rumore delle onde quando il vento le accompagna a riva! Tu mio porto, quiete.
Verso mezzanotte vengo e ti rubo il cuore bevo dal tuo nettare e mi inebrio.
Attendi l’ora rubando al tempo un respiro.
Ti amo L’eclissi ha disperso le nubi e donato un nuovo sole… Un bacio rubato alla stella e un dono di luce sparso alla terra… Disperse le ombre restano lucide le pupille che ieri rimiravi e ora atona ricerchi fra le luci scolorite dei tuoi pensieri.
Paolo Cutrì

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