MEGLIO NON CONOSCERE IL PROPRIO DESTINO

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Mi son recato al parco comunale per leggere il mio solito giornale, ma mentre stavo lì sulla panchina ho visto una figura sibillina che m’è venuta accanto e in modo strano m’ha detto con un gesto della mano: “Mi scusi se mi siedo qui vicino, ma c’è un motivo serio, cristallino, le devo dare un libro singolare, che nelle librerie non può comprare, però con la promessa assai sincera che se lo leggerà soltanto a sera.
La trama non la posso anticipare, è un libro raro, assai particolare, e in più purtroppo c’è la condizione di leggerlo con massima attenzione sino all’ultima pagina, altrimenti la mia missione subirà tormenti !” Ho chiesto: “Scusi tanto, il suo nome? Se poi ci vorrà aggiungere il cognome !” Mi ha risposto: “Sono il tuo destino, se leggi il libro, ti sarò vicino, perché voglio vedere la reazione che tu farai … alla conclusione !” Ha messo il libro, lì, sulla panchina ed è sparito lungo una stradina.
Il titolo diceva: “La mia vita”, con una copertina rifinita.
La sera a casa ho letto la premessa, ci stava scritto: “Vale la promessa di leggerlo, purché sino alla fine, son pagine eloquenti, assai divine !” Mi sono messo a leggerlo pian piano, pensando a un qualche cosa di profano, parlava di me stesso, del passato, del primo giorno quando sono nato, e via dicendo … quando da bambino facevo la pipì nudo in giardino, e quando andavo alle elementari insieme con molteplici scolari.
E poi la scuola media ed il liceo per proseguire sino all’Ateneo, il primo bacio, il primo appuntamento, la rabbia di lei pel tradimento … Le quattro reti contro la Sampdoria che furon decisive alla vittoria del campionato sempre al primo posto, quel giorno mi sentivo assai indisposto ! Il matrimonio col vestito scuro, ma con il cuore ancora un po’ immaturo e poi il lavoro, i tanti sacrifici e senza avere mai dei benefici ! Insomma descriveva la mia vita, i fogli s’impicciavano alle dita, perché purtroppo adesso sono vecchio, ho gli anni che mi pesano parecchio ! Però ero curioso di sapere il seguito, al fin di prevedere il mio futuro, quando a un certo punto, ho letto con mio grande disappunto: “Nell’ultime tre pagine c’è scritto, in modo molto chiaro, a mo’ d’editto: il giorno in cui tu dovrai morire, ti servirà allo scopo d’allestire l’estrema volontà della famiglia e sistemar tuo figlio con tua figlia, baciare la tua splendida consorte e prepararti all’ora della morte !” … Ho preso le tre pagine in questione, strappandole con grande eccitazione, perché non mi piaceva di sapere il giorno che dovevo soggiacere a ciò che il fato aveva stabilito, sentivo il cuore triste, incollerito, ho scisso quei tre fogli con dispetto e mi ci son pulito … al gabinetto !!! .

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Sergio Garbellini

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