Se l’idrovora non svuota la sentina

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Un sole tiepido da fori di nubi emerge lieve uno spirar le scardina silente oltre piccole bave e rughe remote scie solcano l’azzurro glauco dal fronte di frangiflutti semi sommersi gabbiani reali atterrano o decollano.
In un meriggio al termine immoto sulla riva il cuore elabora lungo un orizzonte torbido che non ha segni chiari aspetta il pescatore che a una lenza un pesce abbocchi prima o poi.
S’abbruna a poco a poco l’aria il cielo a mesto poi muta colore una moltitudine di pensieri salpa disegna spirali e cerchi concentrici a istanti di tristezza si cerca scampo mentre crolla su memorie il ricordo.
Dov’è lo svincolo che evita una strada che non ha uscite e rimette in viaggio l’anima confusa la forza che sospinge l’uomo avvilito fuori del recinto chiuso dove stanno croci di eventi seppelliti? Domani ancora più ingorghi di disaggio più strapiombi deserti e inciampi altri fili si sfilacceranno dalla trama solchi più profondi scaverà l’aratro tempo che col coltro taglia e col versoio rovescia lungo il versante della vita che scoscende.
Affonderemo quanto prima se l’idrovora non svuota la sentina che per stillicidio di tristezze si riempie!

 

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amcozza

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